Bergamo ha ospitato, nella sua Università degli Studi, la trentaduesima edizione di Comuni Ricicloni Lombardia, l’evento di Legambiente che fa il punto sulla gestione dei rifiuti nella regione. Il report di quest’anno, basato sui dati 2024, fotografa questo fondamentale aspetto della transizione ecologica in collaborazione con Arpa e con il sistema Or.S.O, che da anni colleziona i dati dell’andamento dei rifiuti in Lombardia, con un modello esportato ormai in tutta Italia.
Per essere un Comune Riciclone, la produzione di rifiuto secco indifferenziato o RUR – quello cioè più difficile da differenziare ulteriormente – non deve superare i settantacinque chili per abitante all’anno. Un valore originale stabilito da Legambiente, che testimonia l’impegno sia politico sia civile nel ridurre il più possibile il residuo non più utilizzabile, o più difficilmente utilizzabile. Quest’anno sono rimasti sotto il limite trecento ottantasette comuni, un numero in calo rispetto alla scorsa edizione, quando i comuni virtuosi erano stati quattrocento quattro. I Comuni Ricicloni di questa edizione rappresentano il 26% del totale dei comuni lombardi, con una popolazione di 2.140.258 abitanti, cioè il 21% sul totale della regione. La provincia con più Comuni Ricicloni è Bergamo con 98 (con il 50,1% di abitanti sotto il 75 kg di rifiuti per abitanti / anno), seguita da Varese (69), Mantova (53), Milano (42), Brescia (42) e Monza Brianza (30). Tutti i dati, come di consueto, sono disponibili nel dossier Comuni Ricicloni 2025.
La raccolta differenziata nelle provincie
Le provincie di Bergamo e di Mantova fanno registrare le più alte percentuali di raccolta differenziata, rispettivamente del 81,4% e del 87,4%, al di sopra dell’80% da raggiungere entro il 2027 secondo il Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti in vigore come “scenario obiettivo”, già superato da cinquecento novantasette comuni (pari al 40% del totale) addirittura oltre l’83%, indicato come “scenario ottimizzato” dallo stesso PRGR, più sfidante, e che dovrebbe tendere a essere il vero valore di riferimento a livello regionale. Le province di Cremona, Mantova e Monza Brianza non hanno comuni al di sotto del 65% di raccolta differenziata. La Lombardia vanta un’importante dotazione impiantistica sia di termovalorizzazione sia di recupero delle materie prime seconde, che si traduce in meno dell’1% di rifiuti avviata in discarica. I numerosi termovalorizzatori e impianti di incenerimento e coincenerimento presenti nel territorio, sono costretti ad importare rifiuti anche urbani da fuori regione.
La raccolta differenziata nelle città
Tra le città capoluogo, sono Mantova e Cremona a superare l’80% di differenziata, con un quantitativo di secco indifferenziato pro-capite di 84 kg.ab.anno per Mantova e poco sotto i 100 kg.ab.anno per Cremona. Bergamo, Lodi, Como, Lecco, Monza e Varese superano il 70% di raccolta differenziata, Brescia, Milano e Pavia il 60%.
Questa edizione di Comuni Ricicloni, la trentaduesima, introduce una menzione speciale per i comuni turistici che riescono, nonostante l’afflusso di visitatori, a mantenere ottime prestazioni nella gestione dei rifiuti urbani. Per rientrare in questo elenco, i comuni devono avere una raccolta differenziata sopra l’80% ed essere indicati dall’ISTAT come turistici. Il fenomeno turistico, soprattutto nei contesti fortemente stagionalizzati dei laghi lombardi e delle località alpine, mette a dura prova i servizi di igiene urbana. Risulta quindi molto importante alzare l’attenzione sul tema per garantire la vivibilità del territorio tutto l’anno ai residenti diffondendo, al contempo, una cultura della sostenibilità turistica.











