Ecomondo ’26, quasi 2 milioni di assunzioni per i green jobs ma oltre la metà è introvabile

Nel 2025 le imprese hanno programmato 1,95 milioni di ingressi legati alla sostenibilità, pari a un terzo del fabbisogno nazionale. La difficoltà di reperimento raggiunge il 53,4%, con punte del 94,2% per i tecnici del risparmio energetico e delle rinnovabili. A Ecomondo presentata anche la proposta di un Green Jobs Bonus per le imprese e premiati i progetti scolastici sull'economia circolare

Ecomondo ’26 assunzioni green jobs

La transizione ecologica si conferma un importante motore per l’occupazione in Italia, ma il mercato del lavoro deve fare i conti con una crescente difficoltà nel reperire le competenze necessarie. Nel 2025 le imprese hanno programmato 1.950.210 assunzioni di Green Jobs, pari al 33,6% delle entrate complessive, ma in oltre un caso su due non riescono a trovare candidati adeguati.

Il dato emerge dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presentato il 6 novembre durante il Tavolo nazionale sui Green Jobs a Ecomondo 2026. La difficoltà di reperimento per le professioni green si attesta al 53,4%, contro il 43,7% registrato per le altre professioni.

L’incontro, presieduto da Marco Gisotti, direttore di Green Factor e coordinatore del progetto “Green Jobs & Skills” di Ecomondo, ha riunito rappresentanti di Unioncamere, Asvis, Dintec, Cna, Conai, RUS, Università di Tor Vergata, Almalaurea, Osservatorio per la formazione green di IUL, Confindustria Moda, Federmeccanica, Federchimica-Assobiotec, SFC Confindustria e Sistema ITS Emilia-Romagna.

Green Jobs, un terzo delle assunzioni programmate in Italia

La domanda di professioni legate alla sostenibilità è in crescita. Nel 2024 le entrate programmate erano state 1.891.990, pari al 33,3% del totale; nel 2025 sono salite a oltre 1,95 milioni. A sostenere questa tendenza è anche la diffusione degli investimenti nelle competenze ambientali: il 57,2% delle imprese investe in competenze green e queste aziende generano il 74,9% dei contratti di lavoro complessivi a livello nazionale, rispetto al 73,3% del 2024.

La difficoltà di reperimento, tuttavia, resta elevata e aumenta proprio nei profili più richiesti e specializzati. Il gruppo più numeroso è quello degli artigiani e operai specializzati, con 751.900 entrate programmate: nel 63% dei casi le imprese dichiarano di non riuscire a trovare personale.

Le criticità raggiungono livelli ancora più alti per alcune professioni. La difficoltà di reperimento arriva al 94,2% per i tecnici del risparmio energetico e delle energie rinnovabili, al 77,3% per gli idraulici e posatori di tubazioni di gas e al 72,1% per gli elettricisti nelle costruzioni civili. La causa principale indicata dalle imprese è la mancanza di candidati.

Competenze ambientali e digitali sempre più integrate

La domanda di competenze green non riguarda più soltanto le professioni direttamente legate alla tutela ambientale. L’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale è richiesta nel 79,8% delle entrate complessive, con un livello elevato di importanza nel 39,6% dei casi. La capacità di gestire prodotti e tecnologie green interessa invece il 58,8% delle assunzioni.

A queste competenze si affiancano quelle digitali, sempre più necessarie per gestire processi produttivi e tecnologie innovative. Tra le professioni intellettuali, scientifiche e specialistiche, le competenze digitali considerate di elevata importanza sono richieste nell’88,8% dei casi, mentre l’utilizzo di tecnologie digitali per automatizzare i processi riguarda il 46,6% delle entrate. Per le professioni tecniche, le percentuali sono rispettivamente del 73,6% e del 27%.

“La transizione ecologica non rappresenta più una tendenza passeggera, ma la vera spina dorsale della nostra economia”, ha dichiarato Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology Division di Italian Exhibition Group. Quasi due milioni di assunzioni programmate, ha osservato, dimostrano che la sostenibilità è ormai una scelta industriale strutturale. Per accompagnare questo cambiamento, secondo Astolfi, è necessario rafforzare il collegamento tra imprese, formazione e nuove competenze, così da superare il divario che lascia scoperte oltre la metà delle posizioni aperte.

Tessile e moda, il 75% dei diplomati ITS Academy è difficile da trovare

Un approfondimento specifico ha riguardato il comparto tessile, abbigliamento e calzature, nel quale nel 2025 sono state programmate 95.270 entrate, di cui 22.390 Green Jobs, pari al 23,5%. La difficoltà di reperimento raggiunge il 55%, otto punti percentuali in più rispetto alla media dell’economia, indicata nel 47%.

Tra le imprese tessili che investono in competenze green, l’81,6% lo fa per ridurre gli scarti e i consumi. Le aziende che organizzano attività formative dedicano corsi alla transizione ecologica nel 40,6% dei casi e alla digitalizzazione nel 40,8%.

Per sarti, tagliatori artigianali, modellisti e cappellai sono state programmate 13.370 entrate. Il risparmio energetico è richiesto nel 75,6% dei casi, la gestione di tecnologie green nel 57,8%, mentre la difficoltà di reperimento si attesta al 56,8%.

Il divario è ancora più evidente per i diplomati degli ITS Academy del Sistema Moda. Su 2.890 entrate programmate, le competenze legate al risparmio energetico sono richieste nel 92% dei casi e quelle digitali nell’81,7%. Le imprese dichiarano difficoltà a trovare il 75% dei profili richiesti, contro una media del 57,3% per il complesso dei diplomati ITS Academy.

La proposta di un Green Jobs Bonus per le imprese

Per affrontare il divario tra domanda e offerta di competenze e incentivare la transizione ecologica, il professor Valerio Ficari dell’Università di Tor Vergata ha presentato a Ecomondo la proposta di un Green Jobs Bonus. L’agevolazione dovrebbe sostenere le imprese che migliorano le proprie performance ambientali, intervenendo non soltanto sugli investimenti materiali, ma anche sulle assunzioni e sulla valorizzazione delle competenze.

La proposta prevede, sul fronte retributivo, di ampliare la detassazione dei premi di produttività. L’attuale imposta sostitutiva Irpef del 5% considera già gli obiettivi di efficienza e innovazione, ma non contempla esplicitamente quelli legati alla sostenibilità e alla transizione ecologica. Ficari propone quindi di integrarli, anche attraverso un decreto ministeriale che definisca criteri e misure ammissibili.

Un altro intervento riguarderebbe la revisione dei limiti reddituali per accedere all’agevolazione, in modo da evitare disparità tra lavoratori che contribuiscono al raggiungimento degli stessi risultati ambientali. Il bonus potrebbe inoltre comprendere voucher aziendali da utilizzare presso operatori sostenibili, con l’obiettivo di favorire la domanda di beni a minore impatto ambientale.

La Twin Transition e le competenze del futuro

La necessità di integrare competenze ambientali e digitali è stata al centro anche dell’intervento di Marco Gisotti, direttore scientifico di Green Factor e coordinatore del progetto “Green Jobs & Skills” di Ecomondo. Secondo Gisotti, la sfida è governare la cosiddetta Twin Transition, ovvero l’integrazione tra transizione ecologica e innovazione digitale.

Un Green Job, ha spiegato, non identifica più soltanto una professione tradizionalmente legata alla tutela dell’ambiente, ma comprende anche figure capaci di gestire macchinari 4.0, applicazioni di intelligenza artificiale nei processi produttivi ed economia circolare. Il progetto Green Jobs & Skills punta proprio a valorizzare queste nuove professionalità e a coinvolgere il mondo della formazione, anche attraverso la collaborazione con Unioncamere, RUS e Asvis.

Premiati i progetti scolastici sull’economia circolare

Il Tavolo nazionale si è concluso con la premiazione dei sette istituti superiori vincitori del concorso “Green Jobs & Skills – Storie di Alternanza: Best Future Vision”, promosso da Unioncamere ed Ecomondo. L’iniziativa ha premiato le scuole che hanno raccontato attraverso un video i migliori progetti di Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) dedicati all’economia circolare.

Il primo classificato è stato l’Istituto Tecnico Economico Vittorio Bachelet di Ferrara. Il secondo posto è stato assegnato ex aequo all’Istituto di Istruzione Superiore E. Fermi – G. Filangieri di Latina e al Liceo Chiabrera-Martini di Savona.

Sono state inoltre attribuite menzioni speciali all’Istituto Tecnico Economico Carlo Matteucci di Forlì, all’Istituto Tecnico Grazia Deledda di Lecce e all’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Ferraris-De Marco-Valzani di Brindisi. Il Carlo Matteucci di Forlì compare sia tra i secondi classificati ex aequo sia tra gli istituti destinatari di una menzione speciale, come riportato nella comunicazione diffusa dagli organizzatori.

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