Emilia Romagna verso il nuovo Piano rifiuti: stop a nuove discariche ma gli inceneritori rimangono attivi

Confermati gli obiettivi fissati: 80% di raccolta differenziata entro il 2025 e 66% di avvio a riciclo, 120 kg di rifiuto residuo pro capite all’anno entro il 2027, estensione della tariffa puntuale, nessuna nuova discarica. Rimarranno invece attivi i sette inceneritori regionali: le associazioni avevano chiesto la chiusura di almeno di un impianto subito, per poi spegnerne cinque entro il 2027. Proteste a Forlì

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Raccolta differenziata all’80%, riciclo al 66%, stop a nuove discariche e implementazione della tariffa puntuale, mentre gli inceneritori rimarranno attivi. Con questi obiettivi prosegue l’iter verso l’approvazione del Piano regionale rifiuti 2022-2027 dell’Emilia Romagna. L’ultimo passaggio è stato fatto il 9 maggio in Commissione assembleare, prima che venissero portate in Giunta le controdeduzioni delle osservazioni pervenute al documento da parte dei portatori di interesse.

Confermati dunque gli obiettivi fissati, primo fra tutti il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata entro il 2025 e il mantenimento di questo valore anche per il 2026 e 2027. Per quanto riguarda i rifiuti urbani non avviati a riciclo, il target è fissato in un massimo di 120 kg per abitante all’anno, da raggiungere entro il 2027. Si prevede inoltre di estendere la tariffa puntuale, oggi adottata da 90 Comuni, a più municipalità possibili.

Nessuna apertura dalla Regione per quanto riguarda invece gli inceneritori. Le associazioni avevano chiesto la chiusura di almeno di un impianto subito, per poi spegnerne cinque entro il 2027. Attualmente gli impianti attivi si trovano a Piacenza, Parma, Modena, Granarolo, Ferrara, Forlì e Coriano. La richiesta è stata però rispedita al mittente, motivando la decisione con la necessità di mantenere attivi i termovalorizzatori per non avere nuove discariche. Si lamentano in particolare nel comune di Forlì, dove la giunta è stata accusata di aver “tradito il mandato ricevuto dal consiglio comunale”, che in una mozione chiedeva alla Regione la chiusura dell’impianto entro il 2027.

Per il piano, la Regione può contare su fondi per 49 milioni dedicati a promuovere l’economia circolare, oltre 32 milioni e mezzo per la bonifica di siti inquinati e risorse destinate dal Pnrr alla gestione del ciclo dei rifiuti e all’impiantistica, ancora da assegnare da parte del Ministero per la transizione ecologica. 

Dopo l’adozione con delibera del 27 dicembre scorso e la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del 29 dicembre 2021, sono seguiti il deposito della proposta del Piano e la raccolta delle osservazioni (su impianti, tariffa puntuale, recupero di materia, bonifiche, e così via) per 45 giorni, cioè fino al 12 febbraio 2022: 341 le osservazioni pervenute (da parte di 51 proponenti), un terzo di quelle fatte al precedente Piano. Sul totale, 72 sono ripetute; 23 quelle accolte, 89 accolte parzialmente, 81 ritenute non pertinenti, 148 respinte.

Dopo le controdeduzioni delle osservazioni pervenute e la proposta del Piano da parte della Giunta regionale all’Assemblea Legislativa, seguirà l’approvazione da parte dell’Assemblea stessa entro il mese di luglio.