Emissioni climalteranti -90% al 2040: via libera definitivo dall’Unione Europea

Il Regolamento sul clima, che modifica la normativa climatica del 2021, introduce l'ulteriore obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni climalteranti del 90% al 2040, in aggiunta al target del 55% previsto per il 2030. Si tratta della fase finale del processo legislativo: il regolamento entrerà infatti in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale Ue e si applicherà direttamente in tutti i paesi comunitari

Via libera definitivo dal Consiglio dell’Unione Europea al Regolamento sul clima modificato, che introduce l’ulteriore obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni climalteranti del 90% al 2040, in aggiunta al target del 55% previsto per il 2030. Si tratta della fase finale del processo legislativo: il regolamento entrerà infatti in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale Ue e si applicherà direttamente in tutti i paesi comunitari.

Il regolamento modificato – che ricordiamo modifica la normativa europea sul clima, adottata per la prima volta nel 2021, e che fornisce la base giuridica per le politiche climatiche a lungo termine dell’Ue – prevede un riesame ogni due anni. Sulla base degli sviluppi scientifici e tecnologici, la Commissione valuterà la normativa tenendo conto della competitività dell’Ue, dei prezzi dell’energia, degli assorbimenti netti di CO2, delle misure di flessibilità e proporrà revisioni della normativa o misure supplementari se necessario.

A partire dal 2036, i crediti internazionali di alta qualità possono essere utilizzati fino a un limite del 5% delle emissioni nette dell’Ue nel 1990, al fine di apportare al traguardo per il 2040 un contributo adeguato in modo sia ambizioso sia efficiente in termini di costi. Ciò significa che almeno l’85% delle riduzioni delle emissioni deve essere conseguito all’interno dell’Ue. I crediti devono basarsi su attività credibili di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nei paesi partner, in linea con l’accordo di Parigi.

La normativa sul clima modificata stabilisce ulteriori elementi chiave di cui la Commissione deve tenere conto nell’elaborazione delle sue proposte legislative per il periodo successivo al 2030, ponendo l’accento su competitività, semplificazione, equità sociale, sicurezza e accessibilità economica dell’energia, insieme ad altre priorità. Tra questi elementi figurano:

  • gli assorbimenti permanenti di carbonio a livello dell’UE (processi che comportano la cattura dell’anidride carbonica dall’atmosfera e il suo stoccaggio duraturo) per compensare le emissioni residue difficili da abbattere nel quadro del sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE
  • maggiore flessibilità tra i settori e gli strumenti e all’interno degli stessi, per sostenere il conseguimento dei traguardi in modo semplice ed efficiente sotto il profilo dei costi

La normativa sul clima modificata posticipa inoltre di un anno, dal 2027 al 2028, il momento in cui il sistema UE per lo scambio di quote di emissioni per i settori del trasporto stradale, dell’edilizia e altri settori (ETS2) diventerà pienamente operativo.

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