Emissioni, le navi e i traghetti italiani sono i più inquinanti d’Europa

L'Italia è maglia nera in Unione europea per le emissioni di CO₂ di navi e traghetti: Cittadini per l'Aria e la rete Facciamo respirare il Mediterraneo richiedono all'Autorità di Regolazione dei Trasporti criteri minimi per i collegamenti tra le isole, una riduzione del 30% delle emissioni a partire dalle prossime gare e una veloce elettrificazione. Napoli, Genova e Palermo le città con più inquinamento marittimo

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L’Italia si piazza al primo posto in Europa per emissioni di CO₂ derivanti da viaggi in nave o in traghetto. È questo quanto emerge da uno studio dell’associazione Transport & Environment (T&E): le emissioni dei traghetti nei porti europei (13,4 Mt CO₂) equivalgono a quelle di 6,6 milioni di automobili. Per questo motivo, Cittadini per l’Aria e la rete Facciamo Respirare il Mediterraneo richiedono all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) che i nuovi contratti di servizio di continuità garantiscano un miglioramento delle prestazioni ambientali dei viaggi delle navi.

Le associazioni, in una recente consultazione pubblica, hanno infatti intimato una riduzione delle emissioni di CO₂ di almeno il 30% e che alle navi sia proibito l’utilizzo di scrubber, un sistema che consente agli armatori di risparmiare sul costo dei carburanti, mentre a farne le spese è l’ecosistema marino. “Abbiamo flotte di navi vecchie o vecchissime”, denunciano gli attivisti.

Il cambiamento è estremamente necessario: in Italia, ricorda Cittadini per l’Aria, l’inquinamento atmosferico causa oltre 70mila morti premature all’anno. Anche per decessi attribuibili a smog (Pm2,5, NO2, O3) il nostro Paese si posiziona al primo posto nell’Unione europea.

Una delle richieste più sentite: elettrificare le navi

Eppure, secondo l’indagine di T&E, la prospettiva dell’elettrico è una soluzione fattibile e competitiva, in particolare per il nostro Paese: sarebbe già oggi tecnologicamente possibile ed economicamente conveniente l’elettrificazione di un traghetto italiano su quattro e, al 2035, del 77% di tutte le rotte. In questo contesto, l’appello è di sfruttare le imminenti gare per le tratte di collegamento tra isole per favorire società meno inquinanti.

“Elettrificare le tratte dei traghetti è una delle soluzioni più efficaci – aggiunge Luca Ribechini, presidente di Livorno Porto Pulito -: potenziare le fonti da energie rinnovabili eviterebbe di trasferire altrove le emissioni tossiche e climalteranti. A Livorno potrebbe essere gestito con questa metodologia il collegamento giornaliero con l’Isola di Capraia, inferiore alle 3 ore”.

Ad oggi, i bandi per le rotte di continuità sono inoltre quasi del tutto privi di criteri ambientali premianti, o escludenti, che possano effettivamente spingere gli armatori a investire su nuovi traghetti con prestazioni migliori. Cittadini per l’Aria cita l’esempio dell’Isola d’Elba, una rotta facilmente elettrificabile, dove il bando per la continuità territoriale marittima, dal valore stimato di circa 789 milioni di euro per 12 anni, si è appena concluso con la partecipazione di un unico soggetto: la Toremar, attuale gestore di proprietà del Gruppo Onorato (Moby), con mezzi vetusti che vanno da un minimo di 20 a un massimo di 46 anni di servizio.

L’Italia rischia nuove sanzioni da parte dell’Ue

La Commissione europea continua a monitorare la situazione, con un rischio persistente di nuove sanzioni pecuniarie. All’inizio del 2026, l’Ue ha infatti intimato formalmente all’Italia di adeguarsi al Piano nazionale di Controllo dell’Inquinamento atmosferico in base alla Direttiva 2016/2284, dando due mesi di tempo per effettuare l’aggiornamento, pena un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia.

“È doveroso – commenta Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria – prendere almeno questa occasione, ossia l’aggiornamento del Piano e i nuovi limiti agli inquinanti stabiliti dalla direttiva europea sulla Qualità dell’Aria 2024/2881, per pianificare e implementare l’elettrificazione di quante più tratte possibili. Ma anche per migliorare le prestazioni ambientali delle navi passeggeri e Ro-Ro (adibite al trasporto di auto/camion), che servono le isole per la continuità territoriale, garantendo agli isolani libertà di accesso alla terraferma senza avvelenare acque e aria”.

Come avevano già fatto nel 2024 con una lettera aperta all’Ue, le associazioni denunciano che i controlli sulle emissioni dei traghetti sono pochi, seguono uno schema che ne facilita l’evasione e non usano sistemi di monitoraggio da remoto che permettono l’intercettazione delle navi fuori norma, come invece fanno gli altri porti europei. L’elettrificazione delle banchine per le navi tradizionali è ancora lontana, così come lo è l’adeguamento delle navi per l’allaccio.

Il peso enorme delle emissioni navali in Italia si evince anche dai dati del registro Ceip tenuto dallo European Monitoring and Evaluation Programme (Emep) che, per il 2023, evidenzia come al trasporto marittimo in Italia sia riconducibile oltre la metà delle emissioni di black carbon e poco meno della metà delle emissioni di Pm2.5 rispetto a tutte le emissioni a livello europeo da questa fonte. Enzo Tortello, presidente del comitato Tutela ambientale Genova Centro-Ovest, si sofferma invece sugli ossidi di azoto (NOx): al trasporto marittimo italiano è riconducibile circa un terzo degli ossidi di azoto sul totale europeo. “I porti – spiega Tortello – sono soffocati dai NOx”.

Napoli, Palermo e Genova le città con più inquinamento marittimo

“Uno studio dell’Associazione Medici per l’Ambiente (Isde), basato su dati Arpa, ha mostrato che le città peggiori sono Napoli, Palermo e Genova – continua Tortello -. Recenti ricerche stimano l’eccesso di mortalità imputabile a NOx e PM2.5 come derivanti dalle navi. La completa elettrificazione di tutte le tratte per le quali è possibile può contribuire a ridurre anche i rumori dei motori diesel delle navi, causa di malattie importanti”

A Napoli il problema è molto sentito: “Il Porto – conclude Gennaro Esposito del comitato Vivibilità Cittadina Napoli – ospita navi da crociera e traghetti per le isole di Capri, Ischia e Procida. Non può sopportare la mancata adozione di misure volte alla riduzione degli inquinanti provenienti dal traffico navale. Occorre adottare immediatamente politiche che siano volte all’ammodernamento dei natanti e alla drastica riduzione delle emissioni”. Qui è possibile scaricare alcuni video che riprendono le emissioni del porto di Palermo.

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