Energia e consumi, che fare in questa crisi? Intervista a Beppe Gamba

Abbiamo raggiunto Beppe Gamba, ambientalista di lungo corso ed esperto di energia. Co-fondatore del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, ne è stato il primo Presidente. Per oltre un decennio ha presieduto la Società AzzeroCO2, prosegue oggi la sua attività di consulente ambientale di imprese e organizzazioni pubbliche, collaborando anche con Legambiente e Kyoto Club

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Un bruciatore acceso. ANSA/GUIDO MONTANI

Prima della crisi ucraina-russa quali fonti energetiche sono rincarate e perché?

Dopo lo shock covid del 2020 tutte le fonti fossili sono rincarate, ma anche le attrezzature per le fonti rinnovabili, tutte le materie prime e le comodities, i chip elettronici, le auto usate, eccetera. Nel 2020, durante i lockdown e il blocco delle economie a livello mondiale, i prezzi del petrolio e del gas erano precipitati a zero o quasi. I produttori han reagito rallentando l’estrazione e gli investimenti di mantenimento e ammodernamento impianti. Anche i nuovi investimenti in esplorazione sono crollati. La ripresa post-pandemia ha sorpreso tutti per rapidità ed intensità. I prezzi hanno risentito della difficoltà dei paesi produttori nel soddisfare una domanda in forte ripresa e i prezzi sono aumentati in modo più che proporzionale, dato che sono influenzati anche dalle previsioni a medio e lungo termine. Meno investimenti = minor offerta nel futuro. Ci sono stati anche accaparramenti e speculazioni da parte dei produttori che recuperano le perdite 2020. Su questo si è innestata la strategia di Putin che, approfittando della congiuntura mondiale, da metà 2021 ha iniziato a tagliare le forniture all’Europa. Mentre la Cina compra ovunque “a qualunque prezzo”.

Il gas quanto serve direttamente per usi domestici e per altri usi?

Nel 2019 il metano in Italia è stato utilizzato al 20% per usi industriali, al 35% per produzione termoelettrica, al 40% usi civili, ovvero domestico, terziario, edifici pubblici e altro. Gli aumenti sui consumatori sono arrivati e arrivano in proporzione ai consumi o in quota fissa uguale per tutti, è aumentato il prezzo del kwh. Il Governo è intervenuto finora con una spesa di circa 10 miliardi per eliminare dalle bollette i cosiddetti oneri di sistema, se vuoi i costi fissi, spalmandoli ovviamente sulla fiscalità generale e sul debito. Li pagheremo tutti e soprattutto le generazioni future. 

Gli sconti del governo e i bonus energia peer i meno abbienti sono in proporzione ai consumi o uguali per tutti? 

Il taglio degli oneri di sistema è uguale per tutti, indipendentemente se sei ricco o povero, sprecone o frugale. Ed è un altro errore del Governo. I bonus energia, luce e gas, sono destinati alle famiglie in difficoltà economica e ai portatori di disagio fisico e sono cifre fisse variabili in ordine alla dimensione della famiglia (luce) e al tipo di utilizzo (riscaldamento, acqua calda sanitaria) nel caso del gas.

Nel frattempo i consumi totali di energia in Italia sono diminuiti? Di quanto?  

Il gas è aumentato del 7,2% rispetto al 2020, anno di crisi, e l’energia elettrica del 5,6%. Rispetto al 2019, pre-crisi, i consumi sono tornati circa uguali o con minime variazioni (-0,5% l’elettricità). In altre parole la ripresa economica è stato il driver, rimbalzando a livelli precisi. Non si vedono effetti di risparmio, né per gli interventi di efficientamento, gli effetti del 110% li misureremo da quest’anno in avanti, né dell’aumento della bolletta. Cioè l’aumento dei prezzi per ora non ha portato saggezza, ma solo indebitamento pubblico per tagliare le bollette alle famiglie e alle imprese. 

Ci sono studi ed esempi di quanto diminuire i costi in un appartamento?

Dipende da quanto è profondo il cambio di comportamenti e la qualità della riqualificazione dell’edificio. La riqualificazione energetica se ben fatta può ridurre del 60-70% la bolletta per la climatizzazione invernale-estiva. Può anche essere del 100% o vicino al 100% negli interventi di deep renovation. Si dice poi di solito che spegnere sempre i led degli stand-by può far risparmiare fino al 10%, il resto dipende da quante sono e come usi l’illuminazione e le apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Una campagna di autoriduzione dei consumi energetici e di pressione per ridurre i consumi pubblici su cosa dovrebbe battere? 

Riduzione/razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, monumenti, parcheggi vuoti, strade secondarie, almeno nelle ore che vanno dalle 24 alle 5. E poi incremento del trasporto pubblico, riduzione di un grado del riscaldamento, stiamo uscendo dall’inverno non dovrebbe essere difficile, e limite a 26 gradi per il raffrescamento estivo. Inoltre risoluzione bugs e allungamento tempi del bonus 110%, ripristinare le domeniche a piedi come nel 1973. Ma soprattutto una credibile, sollecita strategia di smarcamento dal gas e dal petrolio. Se non Putin, di sicuro gli oligarchi e le banche russe oggi sarebbero più spaventati di una strategia europea di uscita dal gas che di mille parziali sanzioni economiche.