Energia, Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono una tassa sugli extraprofitti

Cinque ministri dell’Economia, tra cui Giancarlo Giorgetti, scrivono alla Commissione europea per introdurre uno strumento comune sulle società energetiche: obiettivo redistribuire gli effetti dell’aumento dei prezzi legati alle tensioni in Medio Oriente e sostenere famiglie ed economia

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Cinque Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia, chiedono l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche a livello comunitario. La proposta è contenuta in una lettera inviata al commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra.

La proposta dei ministri dell’Economia

L’iniziativa è firmata dai ministri dell’Economia di Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria, tra cui Giancarlo Giorgetti. Nella lettera si chiede alla Commissione europea di sviluppare uno strumento analogo a livello Ue, fondato su una base giuridica solida.

Secondo i firmatari, una misura condivisa rappresenterebbe un segnale di unità e capacità di intervento da parte dell’Unione europea.

Il contesto: aumento dei prezzi dell’energia

La richiesta arriva in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi dei carburanti, legato anche alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

I ministri sottolineano come l’incremento dei costi energetici stia producendo un impatto significativo su cittadini ed economia, rendendo necessario un intervento per garantire una distribuzione più equa degli oneri.

Le finalità della misura

L’introduzione di una tassa sugli extraprofitti viene indicata come uno strumento per finanziare misure temporanee di sostegno, in particolare a favore dei consumatori, e per contribuire a contenere l’inflazione.

Tra le ipotesi avanzate anche la possibilità di includere in modo più mirato i profitti esteri delle compagnie petrolifere multinazionali, superando i limiti delle misure adottate in precedenza.

Una risposta a livello europeo

Nella lettera si invita la Commissione europea a sviluppare rapidamente il nuovo strumento. Secondo i firmatari, un intervento coordinato consentirebbe di affrontare con maggiore efficacia gli effetti economici dell’attuale scenario energetico, evitando ulteriori pressioni sui bilanci pubblici nazionali.

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