L’Unione europea rafforza gli investimenti nelle infrastrutture energetiche destinando circa 650 milioni di euro a 14 progetti transfrontalieri selezionati nell’ambito del Connecting Europe Facility. Il finanziamento, annunciato dalla Commissione europea, mira a sostenere la sicurezza energetica, l’integrazione delle fonti rinnovabili e la competitività del sistema europeo.
Le risorse assegnate superano il budget indicativo iniziale di 600 milioni di euro, confermando l’elevato interesse registrato anche in questa seconda call riferita alla prima lista di Progetti di interesse comune e di interesse reciproco. L’intervento si inserisce nel quadro delineato dal recente pacchetto europeo sulle reti, che individua nell’interconnessione un fattore chiave per ridurre i prezzi dell’energia e rafforzare l’indipendenza energetica dell’Ue.
Per la prima volta, il finanziamento CEF viene utilizzato anche per sostenere la protezione delle infrastrutture energetiche critiche e per coprire progetti operativi sull’idrogeno, a conferma della crescente maturità del settore.
Reti elettriche e sicurezza delle infrastrutture
Del totale, circa 470 milioni di euro sono destinati a sei progetti nel settore elettrico, inclusi interventi su reti intelligenti. Il contributo più rilevante, pari a 180 milioni di euro, sostiene il progetto Aguayo II in Spagna, relativo alla realizzazione di una centrale idroelettrica reversibile a pompaggio, progettata per aumentare l’efficienza della produzione rinnovabile senza ampliare i bacini idrici esistenti.
Un finanziamento di circa 113 milioni di euro è riservato al rafforzamento della resilienza e protezione delle infrastrutture critiche in Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania, nell’ambito del processo di sincronizzazione baltica. Si tratta del primo intervento su larga scala del CEF dedicato a misure di protezione contro minacce fisiche e informatiche.
Ulteriori risorse sostengono la modernizzazione dell’impianto di Čierný Váh in Slovacchia, che combina accumulo idroelettrico e batterie su scala industriale, con un contributo di 63 milioni di euro. Un altro finanziamento, pari a quasi 104 milioni di euro, è destinato a un progetto di reti intelligenti tra Romania e Bulgaria, finalizzato alla digitalizzazione delle reti di trasmissione e distribuzione.
Due ulteriori progetti elettrici, uno in Austria e uno tra Grecia ed Egitto, ricevono fondi per studi di supporto.
Idrogeno e decarbonizzazione industriale
Alla filiera dell’idrogeno sono destinati oltre 176 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere la decarbonizzazione dell’industria e la crescita di un mercato transfrontaliero. Il progetto più significativo è lo stoccaggio di idrogeno di Gronau-Epe in Germania, che riceve 120 milioni di euro per la realizzazione della prima infrastruttura sotterranea di stoccaggio su larga scala nel nord-ovest europeo.
Altri progetti in Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Paesi Bassi e Slovacchia beneficiano di finanziamenti destinati a studi preliminari, finalizzati allo sviluppo di reti di trasporto e terminali per l’idrogeno.
Iter e quadro di riferimento
Dopo la valutazione delle domande da parte della Commissione, la proposta è stata esaminata e approvata dagli Stati membri nel Comitato di coordinamento CEF il 15 gennaio 2026. L’adozione formale della decisione è prevista nelle prossime settimane, seguita dalla predisposizione degli accordi di sovvenzione da parte della Cinea.
I progetti selezionati hanno ottenuto nel 2024 lo status di Progetti di interesse comune e di interesse reciproco nell’ambito della politica Ten-E, orientata al completamento del mercato energetico europeo e al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica. La prossima call CEF per le infrastrutture energetiche è prevista nel secondo trimestre del 2026.











