Il prossimo 12 agosto il Packaging and Packaging Waste Regulation (Ppwr), entrato in vigore l’11 febbraio 2025 nell’ambito del Green Deal europeo, diventerà obbligatorio per tutti i Paesi europei. Il Joint Research Centre (Centro comune di ricerca) della Commissione europea ha quindi sviluppato una proposta di etichettatura armonizzata per lo smistamento dei rifiuti in accordo con il Regolamento imballaggi.
L’obiettivo è affrontare le sfide della frammentazione dei sistemi nazionali di etichettatura, delle inefficienze del riciclaggio e delle barriere del mercato interno. Oltre 250 parti interessate e 25mila cittadini dell’Unione europea sono stati consultati tramite workshop, esperimenti comportamentali e sondaggi online. Il Joint Research Centre ha anche condotto la propria ricerca sul tavolo per informare il risultato finale.
Le nuove etichette
Tra i suggerimenti c’è l’uso di pittogrammi unificati e intuitivi per aiutare i consumatori a ordinare efficacemente i loro rifiuti di imballaggio: i cittadini dell’Ue hanno mostrato una forte preferenza per questo approccio, specialmente se le etichette vengono codificate per colore. Per assicurare la più ampia accessibilità la codifica a colori sarebbe integrata da pittogrammi e testo sulla confezione. A questi strumenti si aggiungerebbero quelli digitali, come i codici Qr, che possano tener conto delle disabilità e fornire istruzioni in più lingue, rendendosi utili soprattutto per gli imballaggi con spazio di etichettatura limitato.
Le specifiche sulla confezione dovrebbero anche differenziare gli imballaggi compostabili domestici da quelli compostabili industrialmente: in questi casi sarebbe inserita sulla confezione la frase “Non gettare in natura” nelle lingue adatte. La proposta chiarisce che più etichette possono apparire su una confezione composta da più elementi (ad esempio un vassoio di plastica con una custodia di cartone) e più materiali possono essere depositati nello stesso cestino, a volte attraverso meta-etichette o etichette che comprendono due materiali correlati utilizzando due pittogrammi con un solo simbolo. Le meta-etichette possono causare confusione se il consumatore non comprende la relazione tra le singole etichette dei materiali sulla confezione e la meta-etichetta sul cestino, ma secondo la proposta l’uso di etichette combinate sarà occasionale e accompagnato da una guida per l’utente.
Le problematiche
Ci sono ancora diverse sfide, secondo la proposta: la chiarezza e l’efficienza dello spazio dell’etichettatura sulle confezioni degli imballaggi multicomponente, la completezza e la facilità d’uso dell’etichettatura per gli imballaggi compositi e la conoscenza delle diverse pratiche nazionali nell’armonizzazione dei requisiti di colore e testo in tutta l’Unione europea.
Un’altra complicazione è la granularità. Mentre è vero che un aumento delle istruzioni di smistamento sulla confezione sarebbe utile, la proposta riconosce che aumentare la suddivisione potrebbe far crescere i requisiti di etichettatura e rischiare di confondere i consumatori. La granularità dell’etichetta potrebbe essere giustificata se le tecnologie di smistamento industriale sono in grado di ottenere risultati di separazione simili o migliori rispetto ai consumatori, ma questa non è una garanzia in tutto il continente.
Anche a livello digitale ci deve essere un’implementazione che non confonda o contraddica le istruzioni di ordinamento esistenti. I nuovi requisiti di imballaggio introducono costi legati alla riprogettazione, alla stampa e all’adattamento di imballaggi, etichette e sistemi, un passaggio che inevitabilmente colpirebbe più duramente le Pmi. La proposta consiglia quindi periodi di transizione, linee guida chiare per l’utente e misure di supporto mirate. Le parti interessate sono incoraggiate a impegnarsi continuamente nel processo, a rimanere flessibili per gli aggiornamenti futuri e a intraprendere campagne di comunicazione e formazione mirate per garantire il successo a lungo termine.











