Fotovoltaico in Piemonte, priorità ad aree industriali e discariche: obiettivo 4.991 Mw al 2030

Semplificazione delle procedure autorizzative, individuazione delle zone di accelerazione e concentrazione degli impianti su superfici già antropizzate per rispettare i target nazionali ed europei sulle fonti rinnovabili, riducendo l’impatto su paesaggio e suolo agricolo

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La pianificazione energetica regionale prosegue con un nuovo passaggio operativo che orienta lo sviluppo del fotovoltaico verso aree industriali, discariche e siti contaminati da bonificare, limitando il consumo di suolo e l’interferenza con le attività agricole. La Regione Piemonte ha avviato il percorso di definizione delle zone di accelerazione, ambiti territoriali nei quali l’installazione di impianti a fonti rinnovabili potrà avvenire attraverso procedure amministrative semplificate e tempi ridotti.

Il provvedimento si colloca nel quadro degli impegni nazionali ed europei e risponde alle indicazioni contenute nel decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che assegna al Piemonte un obiettivo di 4.991 megawatt di nuova potenza rinnovabile da installare entro il 2030. La delibera approvata dalla Giunta regionale rappresenta il primo atto formale per l’individuazione delle aree idonee a una rapida realizzazione degli impianti.

La strategia regionale punta a concentrare gli interventi su superfici già compromesse o artificiali, come capannoni industriali, infrastrutture, discariche attive o in fase post-operativa e aree oggetto di bonifica ambientale, riducendo l’impatto sul paesaggio e tutelando i terreni agricoli. In questo contesto, la Regione sta predisponendo una legge regionale dedicata alla disciplina delle aree a procedura accelerata, nelle quali i tempi autorizzativi potranno essere dimezzati.

Secondo le indicazioni contenute nel Rapporto preliminare, saranno considerate zone di accelerazione le aree industriali esistenti con una superficie pari o superiore a 5 ettari, i lotti di discarica in gestione post-mortem e i siti contaminati destinati a interventi di risanamento. In tali ambiti, a fronte dell’adozione di misure di mitigazione, sarà possibile valutare anche l’esonero dalla Valutazione di impatto ambientale, contribuendo a rendere più rapidi gli iter amministrativi.

Il riconoscimento degli impianti a fonti rinnovabili come opere di interesse pubblico prevalente introduce inoltre condizioni favorevoli allo sviluppo di accordi di compravendita dell’energia, come i contratti di fornitura diretta tra produttori e imprese, strumenti che sostengono l’autonomia energetica dei sistemi produttivi e favoriscono la diffusione delle comunità energetiche.

La fase avviata con l’approvazione della delibera rappresenta un passaggio preliminare verso la definizione puntuale della cartografia delle aree e delle relative regole applicative. L’obiettivo dichiarato è completare il percorso normativo in coerenza con le scadenze europee, creando un quadro certo per gli investimenti e accompagnando la crescita della capacità rinnovabile regionale nel rispetto dei criteri di tutela ambientale e uso efficiente del territorio.

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