Fridays for Future, perquisizioni a Milano a casa di tre attivisti: “Intimidazioni, non ci scoraggiano”

Il gruppo ambientalista Fridays for Future Milano denuncia che tre attivisti hanno subito una perquisizione in casa da parte dei Carabinieri, che avrebbero anche usato metodi intimidatori e prevaricatori nei confronti dei ragazzi. "La richiesta di perquisizione è arrivata da Gazprom, la multinazionale del gas russa, che accusa gli attivisti di aver oscurato le telecamere di sorveglianza con l'accensione di un fumogeno e aver imbrattato di vernice l'esterno della sede di un rivenditore milanese della compagnia"

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Il gruppo ambientalista Fridays for Future Milano denuncia che tre attivisti hanno subito una perquisizione in casa da parte dei Carabinieri, che avrebbero anche usato metodi intimidatori e prevaricatori nei confronti dei ragazzi. Gli attivisti sostengono che “la richiesta di perquisizione è arrivata da Gazprom, la multinazionale del gas russa, che accusa gli attivisti di aver oscurato le telecamere di sorveglianza con l’accensione di un fumogeno e aver imbrattato di vernice l’esterno della sede di un rivenditore milanese della compagnia, durante la partecipazione a un’azione organizzata da collettivi studenteschi in data 19 marzo”.

Ecco il comunicato dei FFF:

Alle 6:30 di stamattina tre attivisti di Fridays For Future Milano sono stati perquisiti nelle proprie abitazioni da 18 carabinieri – 6 ognuno – a seguito di un mandato di perquisizione. Sono state perquisite le loro case, sequestrati telefonini e abiti, ed è stato chiesto di spogliarsi e fare flessioni. La richiesta di perquisizione è arrivata da #Gazprom, la multinazionale del gas russa, che accusa gli attivisti di aver oscurato le telecamere di sorveglianza con l’accensione di un fumogeno e aver imbrattato di vernice l’esterno della sede di un rivenditore milanese della compagnia, durante la partecipazione a un’azione organizzata da collettivi studenteschi in data 19 marzo.

Il movimento globale #FridaysForFuture, nell’esprimere il proprio supporto agli attivisti coinvolti, evidenzia l’intento intimidatorio delle operazioni. La ricerca di prove tramite perquisizione avviene attraverso un dispiegamento delle forze dell’ordine sovradimensionato rispetto alla pericolosità degli attivisti nonché a distanza di due mesi dall’azione, oltre che due giorni dopo l’accordo siglato da #Eni e Gazprom per l’acquisto in rubli del gas russo. L’accaduto fa riflettere ancora una volta sulle difficoltà con cui il nostro Paese accoglie le istanze dei movimenti ambientalisti, che con le loro contestazioni danno luce al potenziale ecocida delle politiche energetiche attuali basate sui #combustibilifossili, tanto più evidenti in clima di guerra, contestazioni puntualmente silenziate e all’occorrenza represse dietro la spinta delle stesse aziende del fossile.

Come denunciato durante l’azione, Gazprom é la terza compagnia per emissioni di gas climalteranti al mondo, e la principale beneficiaria dell’importazione europea di gas e petrolio russo. I rapporti commerciali con il nostro paese non si sono interrotti neppure con la guerra: l’Europa ha continuato ad acquistare combustibili fossili da Gazprom, finanziando direttamente la guerra in #Ucraina e le aggressioni militari russe.

Le intimidazioni ricevute non scoraggeranno il movimento per il clima, che in risposta chiede al Governo di interrompere i rapporti commerciali con Gazprom per l’acquisto di gas russo, un potente climalterante che minaccia non solo gli equilibri geopolitici, ma anche climatici di tutto il mondo.

Chiediamo il sostegno di chiunque abbia a cuore la pace e il futuro del nostro pianeta.

Invitiamo tutti e tutte a condividere il nostro comunicato e a una conferenza stampa alla sede di Gazprom a Milano sabato 21 Maggio alle ore 15 in solidarietà agli attivisti colpiti e per denunciare gli accordi commerciali tra il nostro Paese e la multinazionale russa.