Grande distribuzione e aziende del territorio per un sistema più sostenibile

369
GDO

I supermercati, protagonisti della spesa per chi abita in città, hanno un ruolo importante nella svolta verso una maggiore responsabilità economica e sociale di tutto il settore: la Grande distribuzione organizzata italiana è un importante motore di sostenibilità per le piccole e medie imprese della flliera agroalimentare nazionale. È quanto emerge da una ricerca condotta da Altis, Ata scuola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano su management e imprenditorialità per lo sviluppo sostenibile, che ha analizzato campione di 27 insegne appartenenti ai maggiori Gruppi italiani che operano nella distribuzione alimentare al dettaglio  e che rappresentano oltre il 97% della GDO alimentare italiana (rilevazione Nielsen).

I dati della ricerca sono stati presentati in occasione dell’evento “GDO e agroalimentare: partnership virtuose per una filiera sostenibile”, mercoledì 24 febbraio 2021, a cui hanno partecipato Federdistribuzione, Gruppo Selex, Lidl Italia, Andriani SpA Società Benefit e Val D’Oca – Gruppo Cantina Produttori di Valdobbiadene.

«L’attenzione alla sostenibilità nella GDO produce ricadute positive su tutta la catena del valore – ha spiegato Stella Gubelli, responsabile dell’area Consulenza di ALTIS Università Cattolica che ha moderato l’incontro –. Ad esempio, influenza positivamente i processi di produzione, trasformazione e distribuzione e porta le filiere a considerare gli impatti generati verso tutti gli stakeholder (tra cui dipendenti, fornitori, consumatori, comunità). Anche i prodotti diventano più sostenibili in termini di packaging, qualità, sicurezza e territorialità, tanto nei partner per i prodotti a Marca del Distributore come in tutto il sistema produttivo”.

“È un tema concreto: la sostenibilità sempre più deve essere al centro del modello di business delle aziende alimentari – ha sottolineato Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione nell’intervento che ha aperto la tavola rotonda –  a partire dalla centralità del cliente, per intercettare e dare risposta alle nuove esigenze dei consumatori, fino al sostegno alle comunità locali, che sono due delle aree di intervento anche per Federdistribuzione, come contributo concreto alla creazione di una filiera sempre più responsabile e sostenibile”. E proprio sui rapporti con il territorio si concentra la strategia per la sostenibilità di Lidl, catena di distribuzione internazionale che ha in Italia 360 supermercati: “L’80% dei prodotti sui nostri scaffali arriva da aziende italiane – ha spiegato Alessia Bonifazi Responsabile Comunicazione & CSR, Lidl Italia – e la collaborazione con le pmi locali è anche supporto all’export, perché portiamo i prodotti italiani negli altri Paesi in cui siamo presenti con i nostri punti vendita”.

“La GDO può diventare anche catena di distribuzione di buone pratiche sulla sostenibilità – ha affermato Stefano Gambolò, Direttore Marketing, Gruppo Selex – e noi crediamo molto nella condivisione di questo tipo di cultura fra i nostri associati. Ci proponiamo come centro di indirizzo strategico per le imprese della nostra rete, ma contemporaneamente riceviamo input che diffondiamo anche agli altri per promuovere azioni di responsabilità e sostenibilità”.

“Per le aziende è fondamentale il riferimento dei 17 goal della strategia per la sostenibilità dell’Onu – ha tenuto a sottolineare Filippo Capurso, Sustainability Coordinator, Andriani SpA Società Benefit – obiettivi che è necessario per tutti rispettare e tenere ben presenti nell’impostazione delle strategie di sviluppo aziendale”. “Per una cooperativa come la nostra la sostenibilità è già nel Dna: siamo nati nel 1952 – ha raccontato Alessandro Vella, Direttore Generale del Gruppo Cantina Produttori di Valdobbiadene Val D’Oca – quando, nell’immediato dopoguerra, molti produttori non avevano la forza di affrontare efficacemente il mercato. La creazione della rete sul territorio ha ridato vita a un settore che oggi è un’eccellenza nazionale e che tiene sempre bene a mente l’importanza della responsabilità, economica e sociale. Siamo stati la prima società cooperativa del settore vitivinicolo del Veneto a dotarsi di un Bilancio di Sostenibilità applicando la metodologia internazionale GRI Standard – Global Reporting Initiative, disponibile sul nostro sito. Molte aziende vivono il Bilancio come un ulteriore onere amministrativo, invece si tratta di uno strumento fondamentale per rendere più efficienti i processi in azienda e per definire obiettivi di sviluppo sul medio lungo termine”.

Una considerazione quest’ultima confermata anche dall’analisi, conclusiva dell’incontro, di Ettore Capri, Direttore Osservatorio europeo per l’agricoltura sostenibile (OPERA) – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari per una Filiera Agro-Alimentare Sostenibile, Università Cattolica, che ha sottolineato “la centralità sostenibilità per le pmi della filiera agroalimentare come chiave di innovazione per tutto il Made in Italy, per una trasformazione cioè di tutto il sistema produttivo nazionale, che coinvolga istituzioni, aziende private e consumatori”.

Il report completo è disponibile sul sito di ALTIS Università Cattolica.