“Better safe than sorry“: gli Stati membri dell’Unione Europea sono incoraggiati “a prepararsi tempestivamente in previsione di un’interruzione potenzialmente prolungata” delle forniture di energia. A dirlo è stato il commissario europeo per l’Energia e le Politiche abitative Dan Jørgensen, in una lettera inviata a tutti i ministri dell’Energia dell’Unione europea lo scorso 31 marzo. Jørgensen chiede di “compiere preparativi tempestivi e coordinati” per garantire l’approvvigionamento di petrolio e prodotti petroliferi raffinati nell’Unione.
L’invito è una conseguenza diretta della volatilità dei mercati legata al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello stretto di Hormuz. “La crisi non sarà di breve durata e andrà oltre la guerra, perché le infrastrutture della regione sono state distrutte – sottolinea il commissario -. La Commissione europea interverrà, ma l’Unione affronta questo periodo da una posizione di relativa preparazione, dato l’obbligo per gli Stati membri di mantenere scorte di petrolio e di disporre di piani di emergenza in risposta a incidenti che compromettano la sicurezza degli approvvigionamenti”.
L’Europa è già pronta per affrontare la carenza di forniture di energia
Jørgensen precisa quindi che esistono già buone opportunità per gli Stati membri per aiutare i gruppi più vulnerabili o i settori industriali più colpiti: “Renderemo ancora più semplici queste opportunità – aggiunge facendo riferimento all’allargamento delle maglie dell’Ue sugli aiuti di Stato -. Ma siamo meglio attrezzati adesso rispetto al 2022: abbiamo molte più rinnovabili e più fonti prodotte in casa”.
Per attenuare l’impatto immediato della crisi energetica, i membri dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) avevano già concordato di immettere sul mercato oltre 400 milioni di barili provenienti dalle scorte di emergenza: gli Stati membri dell’Ue rappresentano circa il 20% di tale contributo. Oltre al rilascio delle riserve strategiche, Jørgensen sottolinea come le misure volontarie di riduzione della domanda rappresentino uno strumento fondamentale di risposta: il richiamo è al Piano in 10 punti dell’Aie per ridurre il consumo di petrolio.
Il commissario suggerisce inoltre di avvalersi del Gruppo di coordinamento petrolifero e della Task Force ‘Sicurezza’ dell’Unione dell’energia per rafforzare il coordinamento e favorire una pianificazione congiunta in grado di ottimizzare l’equilibrio tra domanda e offerta nel lungo periodo. “È fondamentale rimanere uniti, agire in modo unitario e in stretto coordinamento – spiega -. Dobbiamo evitare risposte nazionali frammentarie e segnali di disturbo ai mercati: le nostre misure devono essere mirate, temporanee ed evitare di peggiorare le condizioni di domanda e offerta. Gli Stati devono intensificare il dialogo con i Paesi confinanti e con la Commissione europea per preservare la coerenza a livello Ue e il funzionamento del mercato interno”.
Consigli pratici per affrontare la crisi energetica
“Per evitare di aggravare le difficoltà di approvvigionamento – continua Jørgensen -, gli Stati membri dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’Ue“. Ai cittadini viene suggerito di ridurre di 10 chilometri la velocità in auto e aumentare il telelavoro.
Per salvaguardare la disponibilità di prodotti petroliferi sul mercato europeo, il commissario invita infine a “rinviare qualsiasi intervento di manutenzione non urgente nelle raffinerie. Allo stesso tempo, un maggiore utilizzo dei biocarburanti potrebbe contribuire a sostituire i prodotti petroliferi fossili e ad alleviare la pressione sul mercato.











