I dubbi di Pro Natura sulle nuove eco-isole a Torino

L'associazione ambientalista "intende aprire un dibattito, un confronto generalizzato sul concetto di corretta gestione rifiuti (Eco-isole comprese)" a Torino

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Ecoisole Iren a Torino

Riceviamo e pubblichiamo il documento dell’associazione ambientalista Pro Natura che “intende aprire un dibattito, un confronto generalizzato sul concetto di corretta gestione rifiuti (Ecoisole comprese)”.

Da La Stampa del 7 febbraio 2021 e da dichiarazioni in diverse Commissioni Ambiente  abbiamo appreso che entro due anni la raccolta differenziata dei rifiuti si trasformerà da  “Porta a porta” in quella di “prossimità” tramite Ecoisole distribuite in tutta la città. 

Prendendo spunto dalla delibera della Giunta Comunale di Torino – 2020 02842/112 del 18  dicembre 2020, l’Associazione Pro Natura Torino intende porre al Consiglio Comunale di  Torino, alle 8 Circoscrizioni, alla Città Metropolitana, ad altre Associazioni, gruppi e  Comitati di cittadini, alcune considerazioni inerenti l’interpretazione del Servizio di raccolta  rifiuti urbani indifferenziati e differenziati attualmente fornito, gestito e progettato dal  gestore AMIAT in forza del Contratto di Servizio (CdS) ventennale stipulato nel 2013 con  scadenza nel 2034 (art.3 CdS: pari durata dell’affidamento a TRM inceneritore Gerbido). 

Notoriamente la Città di Torino non rispetta alcuni parametri richiesti dalla legislazione nazionale in materia di rifiuti, ovvero il rispetto dell’obbiettivo di una raccolta differenziata  al 65% al 31-12-2012; così come la separazione effettiva delle figure che operano la  raccolta da quelle dello smaltimento sullo stesso territorio e non come avviene nell’ambito  torinese in cui viene gestito da IREN s.p.a. tramite le due partecipate AMIAT s.p.a. e TRM  s.p.a.. 

Partendo da queste ultime considerazioni si pone il problema della maggior convenienza  economica per il gestore piuttosto che di qualità ed economia per i cittadini. Tale aspetto si evidenzia analizzando il contenuto del contratto di servizio di AMIAT, ad esempio il  punto 25.7 in cui si ribadisce per AMIAT l’obbligo di conferimento di RSA e RSU  all’impianto TRM secondo tariffe ATO-R, praticamente un monopolio, essendo oltretutto  le tariffe stesse proposte annualmente da TRM all’ATO-R per il mantenimento  dell’equilibrio economico-finanziario previsto nei piani industriali annuali e che quindi comprende margini di guadagno sempre crescenti previsti per gli azionisti. Vince la solita logica economicista – tanti rifiuti tanti guadagni. Eppure al primo posto della gerarchia europea della gestione rifiuti si evidenzia la  Riduzione/Prevenzione come fattore decisivo per lo sviluppo dell’Economia circolare. In  Europa hanno compreso e normato che è la Materia il fattore da salvaguardare in un  pianeta “finito”, i rifiuti sono appunto materia che deve essere recuperata come Materia  Prima Seconda, non distrutta dallo smaltimento (discarica e incenerimento). Invece da  parte del Comune di Torino si registra l’assenza totale di piani, progetti, iniziative tese al  perseguimento di obbiettivi di riduzione e prevenzione dei rifiuti.  

In assenza di una tariffazione puntuale corrispettiva, il cui presupposto è la misurazione  dei materiali indifferenziati conferiti, possibile con il servizio “porta a porta”, e già attivata  positivamente in alcuni Comuni, i cittadini continueranno a pagare per la mancata  applicazione del principio “chi inquina paga”. Il ritorno ad una raccolta di tipo stradale, 

seppur chiamata “di prossimità”, deresponsabilizza ulteriormente i cittadini, come  ampiamente dimostrato da studi nazionali ed internazionali (vedi studi ESPER) oltre che da  alcune prime esperienze verificate sulle strade torinesi in cui viene sperimentata (si  possiede un dossier fotografico molto dimostrativo).

Gli studi e l’esperienza di altre città evidenziano che vi sia una maggior  responsabilizzazione dei cittadini con il Porta a Porta, in quanto gestiamo i “nostri”  rifiuti, li separiamo per poi portarli “nei bidoni sotto casa”, coscienti che verranno ritirati  separatamente per essere avviati al recupero di materia, al riciclaggio, al riuso, “le buone  pratiche ambientali che l’Europa ha scelto come prioritarie, quindi nella visione  dell’Economia circolare e della responsabilità di ciò che si conferisce secondo il principio  che paghi per ciò che smaltisci e non paghi per ciò che differenzi

Con il “Porta a Porta” l’utente può inoltre avere un controllo sul comportamento degli altri  condomini, anche per non subire sanzioni. Si crea una virtuosa abitudine che fornisce  risultati ben oltre il 65% di raccolta differenziata di buona qualità. 

Con la raccolta “di prossimità” si torna alla dimensione stradale in senso lato, sganciata  dal condominio: il rifiuto è solo tale (non più mio), ma qualcosa di cui disfarsi, in casa  puzza e ingombra, qualcuno se ne occuperà con lo smaltimento in discarica o inceneritore.  Oltretutto si sono evidenziate difficoltà per le persone anziane e fragili a conferire, sia per  la distanza (a volte anche 100-200 metri gravate dal peso di vari sacchetti), che per i  meccanismi adottati basati su una tessera elettronica. Di fatto attorno alle eco-isole c’è il  rischio che spesso si formino accumuli di immondizia, nonostante il ritiro degli ingombranti  sia gratuito per chi paga la TARI-TASI.  

AMIAT sostiene che occorre tempo per andare a regime in quanto operano con “cassonetti  intelligenti” ovvero dei sensori avvisano la centrale quando sono pieni. Dalle fotografie del  dossier citato emergono dubbi perché ad esempio nelle prime settimane di attivazione del nuovo sistema i cassonetti fotografati in via Valdellatorre erano semivuoti. Purtroppo non  saranno certo le tele-trappole installate a risolvere gli sversamenti di soggetti portatori di  rifiuti abbandonati: i pedoni non hanno targa! 

Con le Ecoisole “stradali” si torna indietro di 30 anni quando le valenze ambientali erano  misconosciute o comunque tenute in scarsa considerazione. 

L’applicazione della tariffazione puntuale a cui dovremmo ambire subisce così un altro  duro colpo, per lo smaltimento pagheranno solo coloro che hanno passato la tesserina per  aprire i cassoni e come faremo a far pagare anche gli “abusivi” che scaricano all’esterno?  Si tornerà alla “tassa” rifiuti? 

Riteniamo sia opportuno valorizzare le competenze interne al Comune a garanzia della  tutela degli utenti piuttosto che la completa delega strumentale e progettuale al  gestore che persegue meramente i propri interessi economici. 

Chiediamo a tutti gli interessati, singoli e/o associati in Comitati o altre forme di diffondere  queste considerazioni e far pervenire le loro opinioni/analisi. Intendiamo infatti aprire un dibattito, un confronto generalizzato sul concetto di “corretta  gestione rifiuti” (Ecoisole comprese).