Inceneritore di Acerra: il 70% dei rifiuti sono plastica, carta e tessili

Circa il 70% dei rifiuti conferiti nell'inceneritore di Acerra è costituito da plastica, carta, cartone e tessili. Materiali tipicamente riciclabili che, se correttamente separati alla fonte, non dovrebbero confluire nel flusso destinato all'incenerimento. È quanto emerge dalla prima relazione annuale dell'Osservatorio Regionale sull’Inceneritore di Acerra, organismo indipendente istituito con la Legge regionale 19 del 2023 e insediatosi ad aprile 2024

Inceneritore di Acerra: il 70% dei rifiuti sono plastica, carta e tessili

Circa il 70% dei rifiuti conferiti nell’inceneritore di Acerra è costituito da plastica, carta, cartone e tessili. Materiali tipicamente riciclabili che, se correttamente separati alla fonte, non dovrebbero confluire nel flusso destinato all’incenerimento. È quanto emerge dalla prima relazione annuale dell’Osservatorio Regionale sull’impianto, organismo indipendente istituito con la Legge regionale 19 del 2023 e insediatosi ad aprile 2024.

“Secondo i criteri della gerarchia euro nazionale dei rifiuti, tali materiali avrebbero dovuto essere intercettati prioritariamente tramite la raccolta differenziata – sottolinea l’Osservatorio nelle conclusioni della relazione – destinando all’incenerimento soltanto gli scarti derivanti dai processi di selezione e trattamento, e non anche frazioni primarie riciclabili. Ne deriva che il mancato intercettamento di plastica, carta, cartone e tessili nei territori con minori performance di raccolta differenziata rappresenta un duplice limite: da un lato determina un’inefficienza del sistema rispetto agli obiettivi di riciclo, dall’altro produce un mancato allineamento alla strategia regionale che intende valorizzare la materia primaseconda e ridurre la quantità di rifiuti destinata al recupero energetico”.

“In questo quadro – prosegue l’Osservatorio – il raggiungimento dei target programmati dal PRGRU, in particolare l’aumento della raccolta differenziata fino al 70,4%, costituisce obiettivo essenziale per riportare il sistema regionale in linea con gli indirizzi europei, ottimizzare il funzionamento dell’impianto di termovalorizzazione e garantire che l’incenerimento venga riservato esclusivamente ai rifiuti residuali non riciclabili, come previsto dalla normativa e dalle migliori pratiche dell’Unione Europea. È, infatti, da sottolineare che, coerentemente con la vigente normativa europea e nazionale sulla gestione dei rifiuti, l’incenerimento, anche se con recupero energetico, assume una collocazione residuale nella gerarchia delle modalità di gestione dei rifiuti, precedendo solamente lo smaltimento in discarica”.

La riduzione del ricorso all’incenerimento, attraverso il potenziamento della raccolta differenziata a monte, determina sicuramente riflessi positivi sul complessivo impatto ambientale dell’impianto.

Articolo precedenteAbruzzo, trasporto ferroviario: entrano in servizio nuovi elettrotreni Etr 104
Articolo successivoRifiuti in Campania, sanzione Ue ridotta da 120mila a 20mila euro al giorno