Il comitato ‘nonCIStiamo’ e Zero Waste Italy chiedono la chiusura immediata dell’inceneritore di Montale in provincia di Pistoia e l’avvio formale di un piano integrato di bonifica dell’area. Gli ambientalisti hanno depositato un esposto presso la Procura della Repubblica, che chiama in causa le responsabilità delle amministrazioni comunali coinvolte e la gestione della sicurezza dei cittadini, a causa delle emissioni di un impianto attivo da ben 48 anni.
Al centro dell’azione, oltre ai dati ambientali ci sono questioni legate alla trasparenza istituzionale: nel corso di una trasmissione televisiva su una Tv locale, “il sindaco di Agliana – spiega una nota – ha dichiarato di essere a conoscenza degli sforamenti già a luglio, mentre dagli atti risulta che Arpat ha inviato comunicazione scritta il 16 agosto e che il sindaco di Montale ha riferito dei superamenti di diossine e furani solo nel Consiglio comunale dell’8 ottobre”.
Per il comitato e Zero Waste, la perizia depositata evidenzia “problemi strutturali dell’impianto, tra cui continui fermi e ripartenze (fasi critiche per la dispersione di inquinanti), picchi di mercurio registrati a maggio fino a 30 volte superiori ai valori normali e sforamenti di idrocarburi (Ipa) a settembre pari a 10 volte la norma. Vengono inoltre segnalati ritardi nella trasmissione dei dati, criticità legate alle medie matematiche che maschererebbero i picchi effettivi ed episodi di inquinamento acustico notturno con interventi dei carabinieri”.



