Inceneritore Santa Palomba, rifiuti e contaminazioni: la denuncia dei comitati

L'Unione dei Comitati contro l'inceneritore e il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba segnalano la presenza di rifiuti da costruzione e demolizione e sollevano dubbi sui cumuli di terreno coperti da teli, chiedendo ulteriori verifiche dopo i superamenti delle Csc per idrocarburi pesanti, Ipa e cobalto

Inceneritore Santa Palomba, rifiuti e contaminazioni: la denuncia dei comitati

A Santa Palomba torna al centro del confronto la situazione ambientale dell’area interessata dal progetto del termovalorizzatore. A rilanciare le proprie preoccupazioni sono l‘Unione dei Comitati contro l’inceneritore e il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba, che denunciano la presenza di rifiuti e chiedono ulteriori accertamenti sulle condizioni del sito.

I comitati affermano di aver segnalato da mesi presunte contaminazioni e il possibile utilizzo dell’area come discarica abusiva. In un intervento diffuso sui social, sostengono che durante le attività svolte sul sito stiano emergendo diversi materiali, tra cui rifiuti riconducibili a costruzioni e demolizioni.

A destare particolare attenzione sono, secondo i comitati, i teli utilizzati per coprire alcuni cumuli di terreno scavato. L’Unione dei Comitati sostiene che questa modalità operativa possa essere adottata per evitare che eventuali rifiuti entrino in contatto con l’acqua e, richiamando la storia dell’area, ipotizza anche la possibile presenza di amianto.

Questa eventuale presenza, tuttavia, non risulta accertata sulla base delle informazioni disponibili. Si tratta di un’ipotesi contenuta nella denuncia dei comitati, che dovrebbe essere verificata attraverso specifiche analisi sui materiali presenti nell’area.

I dubbi sulle analisi ambientali

La contestazione riguarda anche gli accertamenti ambientali effettuati sul sito. I comitati ritengono infatti che le verifiche condotte da Arpa non abbiano preso in considerazione un numero sufficiente di parametri.

Nel dettaglio, l’Unione dei Comitati definisce “ridotto” il set analitico utilizzato, considerando sia la storia dell’area sia i risultati degli accertamenti già effettuati.

Il riferimento è ai superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) che, secondo quanto riportato dai comitati, sarebbero stati rilevati per idrocarburi pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e cobalto.

Per le organizzazioni, questi elementi rendono necessario un approfondimento più ampio della situazione ambientale, con analisi che tengano conto delle caratteristiche del sito e delle attività che vi si sono svolte nel corso degli anni.

La storia del sito al centro della denuncia

Nella loro ricostruzione, i comitati fanno riferimento a un utilizzo dell’area protratto per circa 20-25 anni. È anche sulla base di questa storia che chiedono di non limitare gli accertamenti ai soli parametri già analizzati.

La denuncia si inserisce nel più ampio confronto sul progetto dell’inceneritore di Santa Palomba, al quale le organizzazioni promotrici della protesta sono contrarie. Il tema della qualità ambientale dell’area e delle eventuali contaminazioni rappresenta uno degli aspetti sollevati nel dibattito sul sito.

L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore ha annunciato che intende proseguire gli approfondimenti sulla situazione e promuovere nuove iniziative, chiedendo anche il coinvolgimento dei cittadini.

Al momento, sulla base del materiale fornito, le contestazioni relative alla presenza di amianto o altri materiali pericolosi restano dunque denunce e ipotesi formulate dai comitati. Per ricostruire in modo completo la situazione sarebbero necessari i risultati delle analisi, la documentazione tecnica relativa ai campionamenti e un eventuale riscontro da parte degli enti competenti.

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