Roma, indagine Acos: i cittadini bocciano la gestione dei rifiuti

Secondo il rapporto sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali nella Capitale del 2021, il voto sulla raccolta dei rifiuti è di 4,6 su 10. Poco meglio per mobilità e verde pubblico che si attestano sulla sufficienza

1111

I romani bocciano la gestione dei servizi di pulizia stradale e raccolta dei rifiuti della città. È quanto emerge dalla XIV Indagine sulla Qualità della vita e dei servizi pubblici locali a Roma prodotta dall’ACoS, realizzata a ottobre 2021 e presentata lo scorso 28 febbraio. I 5.760 cittadini intervistati tra settembre e ottobre 2021, hanno dato il voto peggiore alla raccolta dei rifiuti, con un punteggio di 4,6 su 10.

Come si legge nella relazione, interrogati su quale sia la principale criticità del servizio di raccolta dei rifiuti, gli intervistati “hanno concentrato le risposte principalmente sulla qualità/efficacia del servizio (54%), che si esplica in termini di frequenza della raccolta, condizioni di decoro e funzionalità dei contenitori e dei cassonetti. Il secondo aspetto critico è l’accessibilità (17%), intendendo secondo i casi il calendario delle diverse tipologie di raccolta porta a porta o la distanza/localizzazione delle postazioni di cassonetti per la raccolta stradale. Rispetto alle edizioni passate in cui la qualità e l’accessibilità catalizzavano la quasi totalità delle risposte, nel 2021 aumenta significativamente l’indicazione della sicurezza igienico-sanitaria quale criticità principale (17%, poco sotto l’accessibilità), evidentemente sotto la pressione della frequenza e della permanenza dei cumuli di rifiuti intorno ai cassonetti”.

Raccolta differenziata da migliorare

Il rapporto pone un focus anche sulla raccolta differenziata. Dal 2012 al 2015 la raccolta differenziata a Roma è passata dal 26% al 41%, beneficiando dell’estensione della raccolta domestica porta a porta (PAP) dal 6% al 29% dei cittadini e della raccolta differenziata a 5 frazioni (separando il vetro monomateriale e aggiungendo l’organico alle raccolte della carta, del multimateriale leggero plastica/metallo e dell’indifferenziato). Dopo il 2015 la percentuale di differenziata è cresciuta sempre meno rapidamente, con un incremento medio annuo dello 0,8% che l’ha portata al 46% nel primo semestre 2021.

Ai partecipanti all’indagine è stato chiesto anche se in casa viene fatta la raccolta differenziata. “In generale nelle passate edizioni le risposte avevano evidenziato una percentuale che non fa regolarmente la differenziata variabile fra il 12% e il 18%, con un’incidenza maggiore per gli utenti serviti da raccolta stradale – si legge nel rapporto. Nell’ottobre 2021 questa percentuale è salita enormemente, con un’incidenza complessiva superiore al 60% per gli utenti serviti da raccolta stradale e pari al 28% per quelli serviti porta a porta. Naturalmente la maggioranza di questi intervistati dichiara che la differenziata viene fatta “a volte”, ma è innegabile che questo risultato manifesti la presenza di margini di miglioramento ampi sia per quanto riguarda la quantità che la qualità della raccolta differenziata”. Dalle risposte, inoltre, emerge un generalizzato scoraggiamento “quale probabile risvolto delle condizioni spesso indecorose delle postazioni di raccolta stradale o del mancato rispetto dei calendari di raccolta porta a porta”.

Mobilità e verde pubblico sulla sufficienza

Si avvicina alla sufficienza, invece, il voto medio dei romani sul trasporto pubblico locale con un 5,7 su 10 ad autobus e tram; un 6,1 alle metropolitane e 5,8 al servizio taxi. Va un po’ meglio per quanto riguarda il verde pubblico, con un punteggio di 6,3 per la gestione di ville e parchi e del 6,4 per il bioparco.