La guerra e la crisi dello stretto di Hormuz hanno mostrato, ancora una volta, un’Italia che rimane indietro ed è dipendente dalle fonti fossili. L’obiettivo è di arrivare nel 2050 al 100% di totale decarbonizzazione, ma il target è molto lontano.
“È una situazione drammatica sia dal punto di vista militare e strategico, ma anche da quello energetico. Era prevedibile, del resto era già successo. Anche in passato delle strozzature hanno avuto delle implicazioni per l’Europa e in particolare per l’Italia, che dipende moltissimo dal gas” – è così che Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e di QualEnergia, apre l’appunto tecnico di ‘EcoAgenda’ su TeleAmbiente.
“È un momento che ci ricorda come l’Italia debba, così come hanno fatto gli altri paesi dalla Spagna alla Germania, accelerare notevolmente sulla produzione di rinnovabili, invece che continuare a ritardare. Ci sono paesi vicino al 60%, alcuni anche all’80%, di produzione elettrica rinnovabile e, ovviamente, sono molto più tranquilli perché riparati dalle situazioni di crisi, come quella dell’attuale stretto Hormuz.”
“Oggi siamo in una condizione ancora più drammatica, perché non sappiamo cosa succederà allo stretto. – aggiunge Silvestrini – Penso che Trump si sia infilato in una situazione da cui sarà difficile uscirne, ma questo ci deve far riflettere. È più che mai necessario rilanciare con forza l’uso delle rinnovabili, che nel nostro paese è un po’ rallentato. Noi siamo al 40% della produzione elettrica e dovremmo sicuramente accelerare. Abbiamo degli obiettivi per il 2030, 2040 e 2050. Nel 2040 si parla di riduzione del 90%, nel 2050 della totale decarbonizzazione.”
“Siamo di fronte a una trasformazione molto radicale e credo che la sferzata che ci viene data dalla crisi del golfo sia l’occasione per un ripensamento più globale per la strategia energetica.” – ha concluso Gianni Silvestrini direttore scientifico del Kyoto Club e di QualEnergia.
Alle dichiarazioni di Silvestrini si aggiunge, nell’editoriale di ‘EcoAgenda’, Stefano Zago, direttore di TeleAmbiente: “In Italia siamo arrivati al 40% di energie rinnovabili, ma ci sono paesi europei che arrivano all’80/90% e hanno già progetti per arrivare al 100%, molto prima di quel 2050 che l’Europa ha posto per arrivare alla neutralità climatica e di emissioni di CO2. Perché puntare sulle rinnovabili diventa strategico e perché il Governo, purtroppo, non lo sta facendo? Soprattutto ora con il problema dell’aumento della benzina e del diesel, che hanno superato i 2€? Il percorso da fare è molto lungo e per diventare autonomi a livello energetico, le rinnovabili sono l’unica tecnologia.”
“Come abbiamo visto, noi siamo così dipendenti dalle fonti fossili e basta una guerra, che a noi tocca solo per un gioco internazionale, per avere un aumento generalizzato dei prezzi , dai prodotti al supermercato a tutti i prodotti che hanno bisogno di utilizzare le fonti fossili. […] Se non riusciremo a trovare dei sistemi interni per produrre l’energia saremo in forte difficoltà, ma soprattutto saremo in balia di eventi esterni all’Italia, che comporterà il non essere più noi uno stato sovrano.”
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