In Italia la raccolta dei Raee professionali è in grave ritardo

A denunciarlo è Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Raee professionali: grandi stampanti, apparecchi per la climatizzazione, dispositivi medicali, banchi frigo, macchine la lavorazione alimentare, distributori automatici, lavatrici industriali, macchinari produttivi, sono grandi apparecchiature elettriche ed elettroniche professionali che nel nostro paese vengono conferite in larga parte in maniera erronea

La raccolta dei Raee Professionali in Italia è gravemente in ritardo: grandi stampanti, apparecchi per la climatizzazione, dispositivi medicali, banchi frigo, macchine la lavorazione alimentare, distributori automatici, lavatrici industriali, macchinari produttivi, sono grandi apparecchiature elettriche ed elettroniche professionali che nel nostro paese vengono conferite in larga parte in maniera erronea. A denunciarlo è Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Raee professionali.

A fronte del target di raccolta europeo fissato al 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti, l’Italia raccoglie e ricicla attraverso i sistemi ufficiali dei produttori circa 500.000 tonnellate di RAEE (ovvero solo 30% dell’immesso sul mercato). Di queste circa il 31% è rappresentato dai RAEE Professionali. Sebbene il trend sia in lieve crescita, un livello ancora insufficiente, che contribuisce a mantenere il Paese lontano dal target e nel perimetro delle contestazioni europee (procedura di infrazione 2024/2142). 

Nel 2025 Erion Professional, Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Professionali, ha gestito su tutto il territorio nazionale più di 4.500 tonnellate di RAEE, in crescita del 4% rispetto al 2024 (4.300 tonnellate). Un segnale positivo che, tuttavia, non è ancora in grado di incidere in modo determinante sul gap nazionale rispetto agli obiettivi UE. A questo si aggiunge il fatto che spesso il Produttore non risulta essere un soggetto “attivo” nella filiera.

Il problema principale è la perdita di controllo e di tracciabilità sul fine vita di questa tipologia di apparecchiature. In base al D. Lgs. 49/2014, il Produttore è chiamato a garantire la corretta gestione organizzando e finanziando, attraverso sistemi di raccolta e trattamento adeguati, la gestione dei RAEE qualora l’utente finale ne faccia richiesta, avendo deciso di disfarsene.

Anche per le apparecchiature professionali può essere previsto il ritiro contestuale in fase di sostituzione (“Uno contro Uno”), nell’ambito delle modalità organizzate dai produttori o dai soggetti da essi incaricati. Tuttavia, questa possibilità non è sempre conosciuta o applicata in modo omogeneo, aumentando le possibili ricadute su conformità e tutela ambientale. 

Nella pratica, le attività di dismissione e sostituzione di macchinari (specie nel caso di apparecchiature di grandi dimensioni) sono spesso gestite da soggetti terzi, non sempre integrati nei canali ufficiali

Questo passaggio può determinare una riduzione della tracciabilità e aumentare il rischio che i RAEE non confluiscano correttamente nei sistemi previsti e che il loro fine vita non sia adeguatamente tracciato.

A differenza dei flussi caratterizzanti i RAEE provenienti da nuclei domestici, infatti, la raccolta dei RAEE Professionali normalmente non si basa su un processo di conferimento da parte dell’utilizzatore ma coinvolge direttamente le reti distributive collegate ai produttori – rivenditori, dealer e installatori – e richiede quindi modelli organizzativi strutturati, in grado di attivare e coordinare in modo efficace tutti gli attori della filiera. In questo contesto, il ruolo dei produttori è centrale: investimenti mirati in logistica, trattamento e iniziative dedicate possono contribuire in modo significativo al miglioramento dei tassi di raccolta e a rendere più circolari i cicli di vita delle apparecchiature professionali.

Nonostante ciò, accanto ai sistemi ufficiali, una quota di RAEE Professionali può essere intercettata anche da operatori del libero mercato, con modalità che non sempre confluiscono nei sistemi di tracciabilità e rendicontazione previsti. Ne deriva un quadro operativo spesso frammentato, caratterizzato da una pluralità di soggetti di piccole e medie dimensioni, nel quale possono emergere criticità in termini di conformità, qualità del trattamento e controllo dei flussi, inclusi quelli destinati all’estero. 

Se intercettati e gestiti correttamente, invece, i RAEE Professionali potrebbero contribuire in modo significativo al miglioramento dei tassi di raccolta nazionali, perché concorrono pienamente al raggiungimento dei target europei. Inoltre, una gestione tracciata e qualificata di questi flussi genera valore anche sul fronte delle Materie Prime Critiche (CRM) e delle frazioni plastiche, aumentando il recupero di materiali strategici. Al contrario, quando il fine vita non è governato, cresce il rischio di conferimenti impropri e di abbandono, con impatti ambientali e gestionali che il sistema non può permettersi. I Produttori molto spesso coinvolti nel controllo dei flussi e risultano essere “distanti” dal sistema.

“La piena valorizzazione dei RAEE Professionali deve passare da un impegno condiviso tra produttori, reti distributive e imprese utilizzatrici, orientato a modelli collaborativi, innovativi e sostenibili”. afferma Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional “Solo così sarà possibile trasformare una criticità globale, ovvero la scarsità delle risorse, che alimenta instabilità dei mercati e tensioni internazionali, in un’opportunità concreta di crescita, autonomia industriale e responsabilità ambientale.”

La sensibilità dei produttori sta lentamente aumentando in questa direzione, ciò tende a completare il ruolo di responsabilità ambientale anche dei Produttori di AEE Professionali.

In questo processo di sensibilizzazione, sempre più spesso il Produttore percepisce le opportunità di implementare l’offerta di servizi alla propria rete distributiva integrandola con proposte di gestione di apparecchiature professionali giunte al termine del loro utilizzo. Tutto ciò completato dall’opportunità di disporre di servizi formativi e consulenziali specifici attraverso le competenze di un Consorzio dedicato.

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