Lazio, bando da 21 milioni per gli impianti pubblici di gestione dei rifiuti

Fondi Fesr destinati all’ammodernamento e alla riconversione degli impianti pubblici per aumentare capacità di trattamento, qualità del riciclo ed efficienza ambientale della filiera regionale, con contributi fino al 100% e un tetto massimo di 5 milioni di euro per intervento.

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La Regione Lazio ha reso disponibile il nuovo bando regionale da 21,3 milioni di euro destinato agli impianti pubblici di gestione dei rifiuti, finanziato attraverso risorse Fesr. L’avviso, pubblicato il 2 gennaio 2026, si inserisce nella strategia regionale di rafforzamento dell’economia circolare e di miglioramento dell’efficienza complessiva del ciclo dei rifiuti, con particolare attenzione al trattamento e al riciclo.

L’iniziativa è promossa dall’assessorato al ciclo dei rifiuti guidato da Fabrizio Ghera e affianca altri strumenti già attivati dalla Giunta regionale, tra cui il bando dedicato alla raccolta differenziata che ha messo a disposizione dei Comuni ulteriori risorse. Secondo l’amministrazione, l’obiettivo è rafforzare la dotazione impiantistica pubblica, riducendo il ricorso alla discarica e migliorando la qualità dei materiali avviati a riciclo.

Gli interventi finanziabili sono orientati all’incremento della capacità di trattamento dei rifiuti riciclabili, al miglioramento della qualità del materiale recuperato e alla riduzione dell’impatto ambientale dei processi, attraverso l’introduzione di tecnologie più efficienti sotto il profilo energetico e ambientale. Il bando punta inoltre a sostenere l’innovazione tecnologica, favorendo l’adozione di soluzioni avanzate come sistemi automatizzati, digitalizzazione dei processi e strumenti di monitoraggio per una gestione più tracciabile ed efficiente.

L’avviso è rivolto esclusivamente a soggetti pubblici, comprese le società interamente partecipate da enti locali, che risultino proprietari o gestori di impianti di trattamento e riciclo situati nel territorio regionale. Sono invece esclusi i centri comunali di raccolta e gli impianti di compostaggio di comunità. Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, con un importo minimo di 200 mila euro per progetto e un massimale di 5 milioni di euro.

Tra le spese finanziabili rientrano l’acquisto e l’installazione di macchinari e attrezzature di nuova generazione, il revamping delle linee esistenti, l’introduzione di tecnologie innovative per la selezione e il trattamento dei materiali, nonché gli interventi strutturali strettamente connessi all’ottimizzazione degli impianti e i sistemi di controllo e monitoraggio dei processi.

Secondo l’assessorato, il bando rappresenta un passaggio operativo per rafforzare il ruolo degli impianti pubblici come nodi centrali della transizione circolare regionale, migliorando la capacità del sistema di valorizzare i rifiuti come risorsa e di rispondere agli obiettivi ambientali fissati a livello europeo.

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