Lettera delle associazioni al Ministro Giovannini per cambiare il Piano Nazionale Sicurezza Stradale

Le associazioni Associazioni e Fondazioni impegnate per la mobilità hanno scritto al ministro dei Trasporti: "L'impostazione del piano si poggia diffusamente sulla responsabilizzazione di chi la violenza stradale la subisce: pedoni e ciclisti, bambini e anziani, sfociando nella colpevolizzazione delle vittime. Serve limitare il numero e la velocità dei veicoli a motore e incrementare le reti ciclabili e le aree pedonali

841

Tutte le Associazioni e Fondazioni, tra cui Kyoto Club, impegnate per la mobilità sostenibile, l’ambiente e la sicurezza stradale, hanno scritto al Ministro Giovannini chiedendo che il documento “Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030: Indirizzi Generali e Linee Guida di Attuazione” sia rivisto e modificato dal MIMS prima della definitiva approvazione, per una più approfondita analisi del problema violenza stradale e una modifica di alcuni aspetti di impostazione politica, culturale e tecnica di fondo di questi indirizzi per quanto riguarda la promozione della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale.

L’impostazione del piano, infatti, si poggia diffusamente sulla responsabilizzazione di chi la violenza stradale la subisce: pedoni e ciclisti, bambini e anziani, sfociando nella colpevolizzazione delle vittime (fenomeno spesso inconsapevole e già tristemente conosciuto come “victim blaming” nel campo della violenza di genere). Di contro, traspare una deresponsabilizzazione di chi invece i sinistri li causa, i conducenti dei veicoli a motore, secondo tutti i dati statistici che vedono come prime tre cause la velocità eccessiva, la distrazione alla guida e la mancata precedenza. Questa errata impostazione di fondo, che condiziona poi molte delle conclusioni del piano, allontana l’Italia sempre di più dagli attuali obiettivi dell’UE che prevedono di ridurre quasi a zero (cosiddetta Vision Zero) il numero di vittime della strada entro il 2050, piuttosto che seguire l’esempio dei paesi che hanno conseguito i migliori risultati in termini di sicurezza stradale.

Questo Piano nazionale sicurezza stradale 2030: indirizzi generali e linee guida di attuazione (PNSS) fa ricadere sull’utenza vulnerabile della strada (ciclisti e pedoni) l’inadeguatezza di una rete stradale e di un sistema sanzionatorio che permette comportamenti irresponsabili e pericolosi dei conducenti dei veicoli a motore. Non viene sostenuta a sufficienza la necessità di una azione prioritaria nel limitare il numero e la velocità dei veicoli a motore, né un adeguato incremento delle reti ciclabili e delle aree pedonali e una migliore gestione degli spazi pubblici a favore delle persone, misure che contribuirebbero sostanzialmente a migliorare significativamente le condizioni di sicurezza se ampiamente diffuse con alta qualità progettuale.
La lettera inviata al Ministro competente, al Ministero ed alle commissioni parlamentari, illustra tutte le modifiche necessarie per avere un piano rigoroso ed innovativo per la sicurezza stradale in Italia, con la richiesta di significative modifiche.

Scarica qui la lettera inviata al Ministro ed alle commissioni parlamentari