T&E: “lo stop dal 2035 alle auto a combustibili fossili scongiura il cambiamento climatico”

Alex Keynes, responsabile veicoli puliti di Transport & Environment, ha invitato i ministri dell'Ambiente a sostenere la scadenza per l'eliminazione graduale delle auto e dei furgoni inquinanti - senza eccezioni

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combustibili fossili

A seguito dell’approvazione del Parlamento europeo che fissato al 2035 la scadenza per la vendita di auto e furgoni combustibili fossili, benzina e a diesel, e più in generale dei veicoli endotermici, il gruppo ecologista Transport & Environment ha invitato i ministri dell’Ambiente dell’UE a confermare la data di scadenza effettiva per le vendite di nuovi motori a combustione quando si riuniranno il 28 giugno.

Alex Keynes, responsabile veicoli puliti di Transport & Environment, ha dichiarato: “La scadenza significa che le ultime auto a combustibile fossile saranno vendute entro il 2035, dandoci la possibilità di scongiurare un cambiamento climatico inarrestabile. L’eliminazione graduale dei motori a combustione è anche un’opportunità storica per contribuire a porre fine alla nostra dipendenza dal petrolio e a renderci più indipendenti. Inoltre dà la certezza che l’industria automobilistica ha bisogno di incrementare la produzione di veicoli elettrici, che faranno scendere i prezzi per gli automobilisti”.

Keynes ha aggiunto inoltre che: “I ministri dell’Ambiente dovrebbero puntare sul 2035 e non lasciare spazio a deviazioni verso false soluzioni verdi come gli e-fuels. Consentire l’uso di carburanti sintetici nelle auto sarebbe una scappatoia costosa e dispendiosa dal compito urgente di ripulire i trasporti. I veicoli elettrici a batteria sono già pronti e rappresentano un modo più pulito, economico ed efficiente di decarbonizzare”.

I ministri dell’Ambiente decideranno la loro posizione sugli obiettivi di emissione dei veicoli a combustibili fossili entro la fine del mese, prima di avviare i negoziati con il Parlamento. Il testo approvato dagli Europarlamentari sarà la base della trattiva con Consiglio e la Commissione per trovare un accordo finale sul provvedimento. Eurocamera e Consiglio saranno poi chiamati a un via libera pro-forma, ma non è chiaro quali potrebbero essere le scadenze del braccio di ferro istituzionale. La legge finale dovrebbe però essere approvata in autunno.