Le aziende che operano nella distribuzione e nei servizi cittadini sanno bene quanto sia importante, per rimanere competitivi, riuscire a soddisfare al meglio le mutevoli esigenze dei clienti. Se fino a qualche anno fa contavano soprattutto la puntualità della consegna e l’affidabilità del servizio, oggi risultano non meno indispensabili la velocità e, certo non ultimo, la sostenibilità ambientale.
Combinare efficienza operativa e riduzione dell’impatto sull’ambiente diviene, in questo scenario, una vera leva strategica, in grado di migliorare la reputazione dell’impresa, aumentare la soddisfazione dei clienti già acquisiti e attrarne di nuovi. Oltre a questo, consente di rispettare norme europee, nazionali o regionali sempre più stringenti, come quelle relative alla limitazione della circolazione dei mezzi termici nelle Zone a Traffico Limitato di alcune città e alla riduzione dell’impronta di carbonio.
Ripensare la logistica urbana in chiave sostenibile è uno dei passaggi fondamentali per costruire una green supply chain sempre più solida e resiliente, e per superare con successo le sfide future.
Logistica urbana più green, tra veicoli elettrici e micro-fulfillment center
La logistica tradizionale fa affidamento, anche per le consegne in contesto urbano, su veicoli commerciali dotati di motore termico e su grandi hub posizionati in zone periferiche. Queste modalità, sebbene ben collaudate, hanno un impatto non indifferente sull’ambiente.
Le imprese di distribuzione più attente alla modernità e che non hanno paura di innovare hanno già da tempo iniziato ad adottare soluzioni alternative ideali per rendere la logistica urbana non solo green, ma anche più rapida e persino meno costosa. Tra queste rientra, in primo luogo, l’adozione di veicoli a zero emissioni come i furgoni elettrici e le cargo bike. Perfetti per superare i limiti imposti dalle ZTL, questi veicoli risultano estremamente flessibili e aiutano a ridurre i costi di gestione.
Altra soluzione vincente è data dagli MFC o Micro-Fulfillment Center, dei micro hub situati all’interno o nelle immediate vicinanze dei centri urbani. Spesso automatizzate, queste piccole strutture dedicate alla logistica ottimizzano i tempi, avvicinando i prodotti ai clienti finali, e riducono le percorrenze, estendendo l’utilizzo di veicoli green.
Gli investimenti infrastrutturali
Rendere la logistica urbana sempre più green e sostenibile non è certo a costo zero. Per riuscirvi, le imprese devono investire parte del loro capitale non solo nell’acquisto di una nuova flotta di veicoli ecologici, ma anche nelle infrastrutture.
In particolare, gli investimenti potranno riguardare la creazione di micro hub strategici, di cui si è parlato nel paragrafo precedente, e di infrastrutture di ricarica. Indispensabili per garantire la massima efficienza dei mezzi e per abbattere i costi di gestione, queste potranno comprendere sia le classiche colonnine di ricarica sia un impianto fotovoltaico destinato all’autoproduzione energetica.
Il Return on Investment
I costi da sostenere per trasformare la logistica urbana in un’attività sostenibile non sono certo indifferenti. Ciononostante, andando ad analizzare il Return on Investment, noto anche come ROI, si potrebbero avere delle belle sorprese, soprattutto sul medio e lungo periodo. La vicinanza dei micro hub al centro urbano, i minori costi di manutenzione richiesti dai veicoli più sostenibili, l’autoproduzione energetica, uniti al miglioramento della reputazione del brand, potrebbero infatti ridurre i costi e aumentare le entrate.











