Lombardia, intesa sulle concessioni idroelettriche scadute

Un accordo maturato al Tavolo regionale sull’energia definisce una proposta condivisa per il rinnovo delle concessioni scadute, con la previsione della cessione del 15% della produzione a prezzo calmierato alle imprese energivore presenti sul territorio. La Regione indica il metodo del confronto come modello replicabile anche a livello nazionale

Lombardia concessioni idroelettriche scadute

Una proposta condivisa sul futuro delle concessioni idroelettriche scadute è stata definita nel corso della seduta del Tavolo sull’energia riunito a Palazzo Lombardia il 13 febbraio 2026. Al confronto hanno partecipato il presidente della Regione Attilio Fontana e gli assessori Massimo Sertori, con delega a Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, e Guido Guidesi, Sviluppo economico, insieme ai rappresentanti delle principali aziende del settore e delle imprese energivore.

Al tavolo erano presenti, tra gli altri, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, l’amministratore delegato di Edison Nicola Monti e l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, oltre ai produttori idroelettrici titolari di concessioni già scadute in Lombardia.

La proposta: cessione del 15% a prezzo calmierato

Il percorso avviato nei mesi scorsi ha portato all’elaborazione di una proposta normativa nell’ambito della cosiddetta “quarta via” di riassegnazione. Il meccanismo prevede la cessione del 15% della produzione idroelettrica a prezzo calmierato a favore delle imprese energivore situate nelle Regioni in cui insistono gli impianti.

L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere il tessuto industriale in un contesto caratterizzato da elevati costi energetici, assicurando al tempo stesso continuità produttiva agli operatori del comparto idroelettrico. La Lombardia, prima Regione italiana per produzione industriale e per produzione idroelettrica, considera l’intesa un elemento strategico per comparti che contribuiscono in modo rilevante al PIL nazionale.

Il metodo del confronto

Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, produttori idroelettrici e imprese energivore sono partiti da posizioni distanti, ma il confronto ha consentito di individuare un punto di equilibrio. La Regione sottolinea il valore del metodo adottato, basato su un dialogo strutturato tra istituzioni, industria e operatori energetici.

Nel corso della riunione si è discusso anche di possibili interventi normativi a livello governativo in materia di energia, rispetto ai quali sono state espresse preoccupazioni qualora dovessero emergere elementi in grado di incidere negativamente sia sulle imprese energivore sia sui produttori elettrici. Un eventuale intervento non coordinato potrebbe compromettere l’applicazione dell’accordo regionale.

Verso un confronto nazionale

L’esperienza maturata in Lombardia viene indicata come possibile riferimento per l’apertura di un tavolo di discussione a livello nazionale sulle misure energetiche attualmente in valutazione. L’intesa raggiunta sulle concessioni idroelettriche viene presentata come un esempio di soluzione condivisa su un tema complesso, con ricadute dirette su imprese, occupazione e sistema produttivo.

Il dossier sulle concessioni idroelettriche resta al centro del dibattito energetico nazionale, in un quadro che intreccia politiche industriali, gestione della risorsa idrica e competitività del sistema economico.

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