Un’infrastruttura ciclabile a un passo dall’apertura definitiva e già interessata da due crolli consecutivi. È quanto accaduto sul tratto lombardo della ciclovia VenTo lungo l’Adda, in prossimità del ponte della SP196, dove si sono verificati cedimenti che hanno interrotto la continuità del percorso.
Sull’episodio è intervenuta Legambiente Lombardia, che chiede di accertare con rapidità la dinamica dei fatti ed eventuali responsabilità. “Una infrastruttura orientata al futuro e alla qualità della vita nei territori che subisce ben due crolli consecutivi a un passo dal collaudo: vogliamo sapere cosa è successo”, afferma Barbara Meggetto, presidente dell’associazione.
Secondo Legambiente, il danno non riguarda soltanto i ciclisti ma l’intera comunità del territorio del Po, privata di un’opera considerata strategica in uno scenario ancora fortemente segnato dalla motorizzazione individuale. La Ciclovia VenTo, inserita tra le dieci ciclovie del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, è concepita non solo come itinerario ricreativo, ma anche come possibile alternativa di mobilità quotidiana per i residenti.
A dieci anni dall’avvio del dispositivo nazionale, VenTo era indicata tra le prime infrastrutture prossime al completamento. Il nuovo stop, proprio nella fase precedente al collaudo, riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e sulla qualità esecutiva delle opere.
L’associazione chiede che vengano esclusi in tempi brevi eventuali comportamenti dolosi e che si proceda al ripristino dell’infrastruttura per consentire la ripresa dei lavori e la consegna definitiva dell’opera ai cittadini.











