Los Angeles ci riprova e avvia la raccolta porta a porta dell’organico

La città californiana lancia una grande mobilitazione per l'avvio della raccolta differenziata dell'organico. Si comincia con un progetto pilota che servirà 40 mila utenze domestiche e per chi non sarà servito dal nuovo servizio potrà portare i propri rifiuti organici nei mercati. Obiettivo raccogliere e avviare a riciclo 3000 tonnellate di rifiuti organici al giorno

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In Italia, dove fortunatamente siamo dei veri campioni in fatto di raccolta differenziata grazie al sistema Conai e all’importante lavoro delle amministrazioni comunali (nonostante forti criticità in alcune aree), una notizia del genere potrebbe far sorridere ma invece dovrebbe far capire quanto il nostro sistema sia tra i più avanzati al mondo: nella città di Los Angeles da giovedì 18 agosto è partita la mobilitazione per la distribuzione di mastelli verdi per la raccolta dei rifiuti organici.

Si comincia dal quartiere di Sunset Junction (a ovest del Dodger Stadium) e, se tutto andrà come previsto, l’ampliamento di questo programma pilota consentirà ad ogni abitante delle città americana di riciclare comodamente gli avanzi di cucina, riducendo così il carico sulle discariche e contribuendo ad arginare la produzione di gas serra. Ad oggi solo il 2% degli utenti ha rifiutato il mastello.

Obiettivo 3000 ton di rifiuti organici al giorno

Rispetto alla più piccola “rivale ambientale” San Francisco (che conta poco meno di 900 mila abitanti, paragonabile alla città di Torino) dove la raccolta di questi rifiuti è cominciata già dieci anni fa, Los Angeles ha rilanciato una prima fase sperimentale che dovrebbe servire poco più di 40 mila utenze domestiche (nel 2018 c’era stato già un primo tentativo per 18 mila utenze) per poi estenderla nel giro di tre anni a tutti i 4 milioni di abitanti (circa 750 mila utenze domestiche). L’obiettivo è quello di intercettare a regime circa 3000 tonnellate di rifiuti organici al giorno (pari a 4,5 volte quelli prodotti dalla città di Roma nonostante la nostra Capitale abbia solo un quarto in meno di abitanti. Insomma l’obiettivo è davvero ambizioso). Tutto questo materiale significa che Los Angeles raddoppierà, o quasi, la sua produzione di rifiuti organici e dovrà dotarsi velocemente di ulteriori impianti di trattamento per la produzione di compost e anche biogas.

Servono subito nuovi impianti

Infatti ad oggi i camion LA Sanitation & Environment (l’azienda cittadina che gestisce i rifiuti) che ritirano il contenuto dei cassonetti verdi – quelli contenenti gli sfalci da giardino e tutta quella frutta e verdura prodotta esclusivamente nel proprio giardino ma intonsa e non cucinata – trasportano in totale una media giornaliera di circa 17oo tonnellate in un impianto di compostaggio distante più di 300 km dal centro città, e per questo il sindaco democratico Eric Garcetti affiancato dall’azienda pubblico/privata che gestisce i rifiuti in città stanno spingendo per la rapida costruzione di impianti più piccoli e più vicini alla città per evitare anche l’innalzamento del livello delle emissioni derivanti dal trasporto su gomma di questi “nuovi” rifiuti.

Questa sfida che sta investendo la più importante città della California è la risultante della legge emanata dal governatore Jerry Brown (che nel 2016 ha firmato il Senate Bill 1383) per costringere città e contee a lanciare programmi per togliere dalle discariche i rifiuti alimentari (grandi produttori di metano) e che aveva come orizzonte il 2023 per mettere in atto programmi di smaltimento alternativi.

Si potranno portare i rifiuti al mercato

Ma per tutti i los Angelenos che vorranno fin da subito dare il loro contributo a migliorare la raccolta rifiuti della loro città, è stata data la possibilità di gettare i rifiuti alimentari in alcuni mercati degli agricoltori (quei mercati dove sono gli stessi agricoltori a proporre i loro prodotti, in Italia li chiamiamo mercati dei contadini o dei produttori) sparsi per la città come quelli di Atwater Village, Highland Park, Los Angeles State Historic Park (vicino a Chinatown) e Wellington Square a Mid-City. E nei prossimi mesi anche nei mercati a Crenshaw, Playa Vista, Central Avenue e Pershing Square.

E per non farsi mancare nulla e per sensibilizzare i cittadini alla perfetta gestione di questi “nuovi” rifiuti la LA Sanitation & Environment ha avviato già da questa primavera corsi gratuiti per i cittadini su come si fa la raccolta dell’organico e sul compostaggio domestico.

La raccolta differenziata a Los Angeles, in breve come funziona

Nella città di Los Angeles esiste un sistema di raccolta differenziata che si basa su quattro cassonetti di colore diverso per utenza, simile al nostro porta a porta ma che si differenzia per le capacità del contenitore e il cui costo varia a seconda del numero di svuotamenti extra (come a San Francisco o in Trentino).

L’assegnazione standard dei bidoni per le abitazioni unifamiliari è un contenitore nero da 273 kg per i rifiuti non differenziabili (carta o scatole con grasso o residui di cibo, legno trattato e prodotti in legno, stoffa/tessuto e grassi/oli/grassi); un contenitore verde da 341 kg per gli sfalci da giardino; un contenitore blu da 341 kg per materiali riciclabili (tutti i materiali riciclabili, dalla plastica al vetro. Questo sistema di raccolta in Italia si chiama multimateriale pesante). L’indennità standard per le abitazioni plurifamiliari è di un contenitore nero da 273 kg per unità abitativa per i rifiuti non differenziabili; un contenitore verde da 341 kg per sfalci da giardino; un contenitore blu da 341 kg per i materiali riciclabili ogni quattro unità abitative.

Alcune famiglie dispongono di bidoni marroni, su richiesta, per il letame equino (esatto, il cavallo è molto diffuso e considerato come un animale domestico). Mentre per quanto riguarda i rifiuti pericolosi e i rifiuti elettronici devono essere conferiti agli SAFE Center (molto simili ai nostri Eco centri, Eco Isole, Riciclerie, Isole Ecologiche o Centro Raccolta Materiali. Sì, in Italia ogni città lo chiama in maniera diversa).

Fonte e immagini: James Rainey e Genaro Molina (Los Angeles Times), e La Sanitation & Environment)