Marevivo e Zero Waste contro gli imballaggi monouso in plastica per frutta e verdura

Le due associazioni lanciano la campagna "Basta vaschette" (#BastaVaschette) per chiedere anche in Italia una legge che vieti l'utilizzo di confezioni in plastica monouso per l’ortofrutta, come accade ad esempio in Francia, ma anche per sensibilizzare i cittadini ad acquisti più sostenibili e consapevoli. L'immagine di lancio rielabora provocatoriamente il noto capolavoro di Caravaggio “Giovane con canestra di frutta”, su gentile concessione della Galleria Borghese,

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Si chiama “Basta vaschette” (#BastaVaschette) l’iniziativa lanciata da Marevivo in collaborazione con Zero Waste Italy per chiedere anche in Italia una legge che vieti l’utilizzo di confezioni in plastica monouso per l’ortofrutta, come accade ad esempio in Francia.

La campagna nazionale, che come immagine di lancio rielabora provocatoriamente il noto capolavoro di Caravaggio “Giovane con canestra di frutta”, su gentile concessione della Galleria Borghese, intende anche far leva su abitudini di acquisto “consapevoli” da parte dei consumatori, in modo da limitare in qualche modo le oltre 1,2 miliardi di vaschette in plastica utilizzate dal settore ortofrutticolo nel nostro paese.

“Il volume degli imballaggi è in costante crescita e la riduzione deve essere il primo passo – dice Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionale Marevivo – Non c’è più tempo: non ci basta sapere che la plastica è stata trovata nei tessuti della placenta umana e nel sangue? Dobbiamo attuare una vera transizione ecologica: ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede la natura, ce lo chiedono i nostri figli”.

“Occorre passare dalla insensatezza dell’usa e getta e dello spreco legato ad un modello economico lineare non più sostenibile ad un modello circolare, a partire dalla immissione sul mercato di imballaggi durevoli e riusabili o almeno riciclabili. Per salvare la biodiversità marina ed evitare le micro-plastiche” dichiara invece Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Italy.

Le associazioni dicono che “se non si agisce in fretta, entro il 2030 l’UE vedrebbe un ulteriore aumento del 19% dei rifiuti provenienti da imballaggi e, in particolare, del 46% dei rifiuti provenienti da imballaggi di plastica“. Per questo ritengono le scelte individuali fondamentali: “Ogni cittadino europeo genera quasi 180 kg di rifiuti di imballaggio l’anno, circa mezzo chilo al giorno, e scegliere di acquistare prodotti sfusi ridurrebbe dell’80% l’utilizzo della plastica per questa categoria di prodotti”.