Misure antismog Piemonte, Marnati risponde a Ravinale: “Siamo in linea con i tempi”

L'assessore regionale all'Ambiente Marnati smentisce le parole della consigliera Ravinale, che in questi giorni aveva diffuso una nota di denuncia per i costanti superamenti dei livelli dei principali inquinanti e l'inadeguatezza delle contromisure della Regione a Torino e in Piemonte. Marnati: "Per la prima volta nella storia i limiti di biossido di azoto sono stati rispettati. Il Piano regionale di Qualità dell'Aria guarda al futuro: stiamo lavorando, non c'è bisogno di creare allarmismo"

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“I numeri smentiscono le parole di Ravinale: per la prima volta nella storia siamo riusciti a rispettare i limiti di biossido di azoto e gli sforamenti dei livelli di inquinanti sono in calo. Risultati che sarebbero stati considerati impossibili dieci anni fa”. A dirlo è Matteo Marnati, assessore regionale Ambiente, Energia, Innovazione e Ricerca, in risposta alla nota diffusa in questi giorni dalla capogruppo in Consiglio regionale con Alleanza Verdi Sinistra, Alice Ravinale. Nel testo, la consigliera denuncia i costanti superamenti dei livelli dei principali inquinanti e l’inadeguatezza delle misure antismog della Regione a Torino e in Piemonte.

Marnati spiega che l’amministrazione sta aggiornando il Piano regionale di Qualità dell’Aria (Prqa), lo strumento con cui il Piemonte affronta l’inquinamento atmosferico verso l’obiettivo europeo di emissioni zero entro il 2050. Le misure antismog erano state approvate a fine 2024: si tratta del primo anno di applicazione del Piano e, per il 2026, la giunta intende investire circa 180 milioni di euro su mobilità, energia e riscaldamento, grazie a fondi europei e del Ministero dell’Ambiente. “Siamo in linea con le tempistiche – dice l’assessore -: secondo il decreto ministeriale, abbiamo tempo fino a luglio, ma noi vogliamo applicarlo entro fine maggio. È un piano complesso e oneroso che guarda al futuro: le misure sono tante, è inutile prendersela con una unica”.

Per quanto riguarda invece la questione delle molecole di carbonio, che Marnati aveva definito “meno tossiche a Torino”, l’assessore ha detto: “Stiamo intanto studiando la tossicità delle molecole di carbonio e dimostreremo che non sono tutte uguali: se togliessimo dal calcolo una parte di molecole che riteniamo innocua, i risultati sarebbero diversi: gran parte delle polveri sottili non sarebbero da conteggiare. I risultati scientifici richiedono tempo. Ricordo anche che le polveri sottili non seguono i confini territoriali delle città, bisogna guardare al bacino padano per vedere i loro effetti: queste polveri si spostano e molte possono arrivare da altre parti. Ad esempio ne abbiamo trovate alcune che provenivano dalla Val Susa: le basi territoriali sono ampie. Cosa diversa per quel che riguarda gli ossidi, i cui limiti però per la prima volta nella storia sono stati rispettati. E poi le tecnologie cambiano di anno in anno”.

Le misure antismog previste dal Piano

La consigliera Ravinale propone inoltre di allargare la platea di accessibilità a Piemove, il servizio che consente agli studenti under 26 di utilizzare i mezzi pubblici gratuitamente. Una richiesta che arriva da mesi, ma su cui la Regione pare avesse dato parere negativo: “Se moltiplichiamo tutte le percentuali dei comuni coinvolti – spiega Marnati -, Piemove non è una piccola cosa. Attualmente, oltre 60mila studenti girano tutto il Piemonte gratis: siamo stati noi a raggiungere questo risultato. Ovviamente vorremmo allargare il servizio anche ad altre fasce: in questo momento stiamo verificando se c’è la possibilità, ma servono risorse”.

La Regione vorrebbe poi implementare l’intelligenza artificiale per la gestione del traffico, grazie a un investimento da oltre 11 milioni di euro. “Siamo nella fase dell’appalto. La misura è super innovativa, dubito esista qualcosa di questo tipo a livello europeo. Non servirà da sola, ma infatti non è sola: vogliamo anche utilizzare i biocarburanti nelle varie fasce di motorizzazione, a partire dal settore pubblico locale per poi allargarsi ad altri. Abbiamo poi la volontà di utilizzare scarti di biometano, bioidrogeno e biocarburante per creare energia. Almeno a Torino e Novara, le uniche due città piemontesi che superano i 100mila abitanti. C’è poi il tema dell’agricoltura e della combustione di biomassa con nuove tecnologie”.

Sui nuovi limiti più stringenti imposti dall’Unione europea, l’assessore critica l'”allarmismo” diffuso dalla consigliera: “Le norme della nuova direttiva entreranno in vigore nel 2030 – dice l’assessore -. In più, il testo prevede che aree con condizioni orografiche difficili, come la Pianura Padana che è circondata dalle montagne, abbiano la possibilità di prorogare i limiti per altri cinque anni, se il governo acconsentirà. Quindi stiamo parlando di problematiche che dobbiamo affrontare già adesso, ma che potenzialmente abbiamo dieci anni per risolvere”.

“È vero che è più facile raggiungere certi obiettivi perché fa più caldo – conclude Marnati -, ma dire che le cose vanno male o che non hanno impatto non è vero. Nel 2017, quando è partito l’Accordo di bacino padano per il miglioramento della qualità dell’aria sottoscritto da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, è stato stanziato un milione di euro. Noi nel 2026 ne abbiamo previsti oltre 100 milioni, mentre i fondi europei affidano 30 milioni di euro agli ambiti urbani”.

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