Dal 8 al 10 maggio 2026 torna Pavè – Pedalando a Venezia, il bike festival di narrazione che giunge alla quinta edizione e si conferma come uno spazio di confronto su temi centrali del presente: sostenibilità, mobilità lenta, paesaggio e comunità.
L’iniziativa, ideata da La Velostazione Venezia APS, propone un programma che intreccia cultura e territorio, coinvolgendo scrittori, progettisti, attivisti e protagonisti del mondo ciclistico.
Tra cultura e mobilità attiva
Il festival si sviluppa in tre giornate che combinano momenti di riflessione e attività sul territorio.
Le giornate di venerdì 8 e sabato 9 maggio si svolgeranno all’M9 Museo del ’900, con incontri, talk e momenti di approfondimento dedicati ai temi della sostenibilità e della mobilità.
Domenica 10 maggio, invece, l’evento si sposterà per la prima volta a Porto Marghera, dove sarà allestito il Pavè Village e da cui partiranno le gravel ride lungo il territorio lagunare.
Le tre dimensioni del festival
Pavè 2026 si articola attorno a tre ambiti principali.
La formazione, con Pavè Academy, propone talk dedicati a professionisti e appassionati, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Venezia.
La narrazione rappresenta il cuore del festival, con storie e incontri che attraversano linguaggi diversi, dalla letteratura al cinema, dalla fotografia alla musica.
L’esperienza si concretizza nelle pedalate della domenica, con percorsi gravel da 90 e 150 km e una prova lunga di 330 km tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Porto Marghera e la rigenerazione urbana
La scelta di spostare parte del festival a Porto Marghera rappresenta un elemento centrale dell’edizione 2026.
Non si tratta solo di una nuova location, ma di un’azione simbolica che punta a valorizzare un’area storicamente legata alla produzione industriale, attraverso iniziative culturali e mobilità sostenibile.
Un modo per contribuire alla costruzione di nuovi immaginari urbani, partendo da uno spazio in trasformazione.
Un racconto collettivo tra paesaggi e comunità
Il festival propone un approccio che va oltre la dimensione sportiva, utilizzando la bicicletta come strumento narrativo per mettere in relazione territori, persone e storie.
L’obiettivo è costruire una comunità temporanea fatta di partecipazione, ascolto e condivisione, capace di riflettere su nuovi modi di vivere e attraversare i territori.
La partecipazione agli incontri è gratuita, mentre per le gravel ride è prevista iscrizione online.
Per informazioni
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