Decarbonizzare la produzione di elettricità è solo metà della sfida: l’Europa deve anche elettrificare la domanda sostituendo i combustibili fossili negli edifici, nei trasporti e nell’industria. È questo l’obiettivo dell’Electrification Action Plan, il piano d’azione per l’elettrificazione presentato dalla Commissione Ue lo scorso 17 luglio. Il testo propone un obiettivo di elettrificazione legalmente vincolante, misure per rendere l’elettricità più competitiva dei combustibili fossili e nuovi strumenti per accelerare il passaggio dal riscaldamento dei fossili.
I gruppi ambientalisti hanno accolto con favore il piano e hanno chiesto che lo slancio dell’energia sia portato avanti e un approccio ambizioso alla strategia di riscaldamento e raffreddamento. “La Commissione – spiega Davide Sabbadin, responsabile della Politica climatica ed energetica dell’European Environmental Bureau (Eeb) – ha ragione nel riconoscere che l’elettrificazione richiede più che installare più pompe di calore. Accogliamo con favore la creazione di uno spazio dedicato come la Better Homes Partnership e l’attenzione su soluzioni integrate che riuniscono pompe di calore con efficienza energetica, energie rinnovabili, stoccaggio e altre tecnologie abilitanti. L’enfasi sui modelli di business a costo anticipato zero è anche un passo cruciale per rendere il riscaldamento pulito accessibile a più famiglie”.
Le misure del piano di elettrificazione dell’Ue
Il piano d’azione dell’Ue include un obiettivo di elettrificazione giuridicamente vincolante del 46% per il 2040, da incorporare nella futura legislazione dell’Unione sull’Energia. Per l’Eeb, però, si tratta di un obiettivo importante ma ancora timido perché l’Ue possiede già il potenziale tecnico per funzionare al 100% con energie rinnovabili entro il 2040.
Il testo presenta poi un impegno a riformare la tassazione dell’elettricità per ridurre il divario di prezzo tra elettricità e gas, insieme a misure per rendere le bollette dell’elettricità più eque. Correggere questo squilibrio di lunga data, secondo l’Eeb, è essenziale per integrare le tecnologie prive di fossili.
Dovrà essere sviluppato un piano per quasi raddoppiare le installazioni annuali della pompa di calore entro il 2030 rispetto ai livelli del 2025. L’incanalamento delle pompe di calore è essenziale, ma l’implementazione deve essere collegata a pacchetti di ristrutturazione e adattamento più ampi che combinano miglioramenti dell’efficienza, generazione di energia rinnovabile, flessibilità e altre tecnologie abilitanti, come riconosciuto dal piano.
L’Ue vuole poi introdurre un meccanismo di mercato del calore pulito entro il 2027 per supportare l’implementazione della pompa di calore e ridurre i costi iniziali: questo potrebbe aiutare ad accelerare l’assorbimento, in particolare se supporta modelli di finanziamento innovativi e soluzioni di ristrutturazione integrate piuttosto che concentrarsi solo sulle singole tecnologie. E un maggiore utilizzo dei finanziamenti dell’Ue, comprese le entrate Ets2 e il Fondo sociale per il Clima, per sostenere le famiglie vulnerabili e rendere più accessibili le tecnologie pulite.
Le criticità del piano secondo Eeb
Il piano include anche una strategia dedicata di riscaldamento e raffreddamento, riconoscendo il ruolo cruciale degli edifici nell’eliminazione graduale dei fossili in Europa. Tuttavia, l’Eeb avverte che il successo di questa transizione dipenderà dall’andare oltre un approccio a tecnologia singola e dal garantire che le soluzioni siano implementate insieme. “Quando l’Europa investe su larga scala – aggiunge Sabbadin – deve prendere le scelte tecnologiche giuste. La Commissione ha perso l’occasione di guidare gli Stati membri verso pompe di calore a prova di futuro utilizzando refrigeranti naturali, che sono già disponibili e protetti da future restrizioni di Pfas e F-gas”.
Questi strumenti, secondo Eeb, devono essere integrati da finanziamenti nazionali adeguati, permessi più semplici e politiche che aiutino le famiglie ad accedere a kit di indipendenza energetica che combinano diversi tipi di soluzioni. La Commissione sottolinea anche il ruolo delle autorità locali, proponendo sostegno ai piani comunali di riscaldamento e raffreddamento attraverso iniziative come la struttura europea per le città. Tuttavia, l’organizzazione avverte che il piano rimane molto al di sotto di quanto necessario, con l’attuale sostegno che raggiunge solo una frazione dei comuni europei.
L’Eeb critica anche il fatto che il piano non stabilisca aspettative più chiare sul tipo di pompe di calore che dovrebbero essere promosse. Mentre l’Europa si muove verso regole più severe sui refrigeranti a gas F dannoso, le famiglie e le autorità pubbliche dovrebbero essere incoraggiate a scegliere tecnologie a prova di futuro che rimangano efficienti, convenienti e facili da mantenere per i decenni a venire. Le pompe di calore che utilizzano refrigeranti naturali sono già ampiamente disponibili e dovrebbero essere prioritarie, soprattutto quando il denaro pubblico viene utilizzato per sostenere il loro impiego.










