Piemonte, confronto in Regione sui tagli ai fondi per l’aria pulita

In Consiglio regionale si discute sui tagli ai fondi anti-inquinamento dopo che Mauro Calderoni del Pd ha presentato un'interrogazione sulla qualità dell'aria nella Pianura padana, che resta tra le peggiori in Europa. Il consigliere ha denunciato i tagli del governo ai fondi per l'aria pulita, che per il triennio 2026-28 passeranno dai 320 milioni previsti a 116 milioni. L'assessore Vignale di Forza Italia ha risposto che le regioni stanno già attuando i piani regionali per il miglioramento della qualità dell’aria

fondi per l'aria pulita

La qualità dell’aria in Piemonte rimane al centro del discorso di questi giorni in Regione. Lo scorso 10 marzo, Mauro Calderoni (Pd) ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale, in vista dei tagli previsti nella legge di bilancio alle risorse destinate al miglioramento della qualità dell’aria. “I tagli ai fondi per l’aria pulita rischiano di avere ricadute significative anche per il Piemonte – spiega Calderoni -. La qualità dell’aria nella Pianura padana e in Piemonte resta tra le peggiori in Europa, con frequenti superamenti dei limiti di legge e conseguenze rilevanti per la salute pubblica”.

Il consigliere ha evidenziato la forte riduzione delle risorse previste dal governo per il triennio 2026-2028: dai 320 milioni inizialmente previsti si scenderebbe infatti a 116 milioni complessivi, con un taglio pari a 204 milioni. In particolare, nel 2027 i fondi passerebbero da 105 a 20 milioni (-80%), mentre nel 2028 da 110 a 25 milioni (-76%).

Secondo Calderoni, associazioni ambientaliste e comunità scientifica hanno già segnalato la gravità di queste scelte, che rischiano di determinare un arretramento nelle politiche di tutela dell’ambiente e della salute. Una preoccupazione particolarmente rilevante per il Piemonte, una delle regioni più esposte all’emergenza smog e dove molte politiche regionali dipendono anche dal sostegno finanziario statale. “È attualmente in corso – conclude l’assessore – un confronto tra il governo e le regioni del bacino padano per valutare possibili integrazioni ai fondi per l’aria pulita, che potrebbero aggiungersi ai 500 milioni di euro recentemente stanziati”.

La risposta di Vignale sui fondi per l’aria pulita

A Calderoni ha risposto l’assessore Gian Luca Vignale (FI): “Le regioni della Pianura padana sono da tempo impegnate nell’attuazione dei piani regionali per il miglioramento della qualità dell’aria, anche alla luce della condanna dello Stato italiano da parte della Corte di Giustizia europea e delle procedure di infrazione ancora aperte. Dai monitoraggi più recenti emergono segnali positivi per quanto riguarda gli ossidi di azoto, mentre permangono criticità legate al particolato”.

Su questo tema, Roberto Mezzalama, presidente di Torino Respira, aveva smentito la portata delle scoperte dello studio di Arpa Piemonte. Nel corso della stessa seduta, Vignale ha risposto anche all’interrogazione presentata da Alice Ravinale (Avs) sui dati Arpa relativi alla qualità dell’aria nel 2025 e sul tema del cosiddetto “carbonio meno tossico” a Torino.

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