Piemove si allarga a 14 nuove realtà, tra Accademie e Istituzioni di Alta formazione. È in partenza la seconda fase della tessera voluta dalla Regione Piemonte che consente agli studenti universitari under 26 di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblici nei comuni capoluogo del Piemonte. Sono già oltre 68mila le adesioni a questa misura, finanziata dalla Regione con oltre 37 milioni di euro, tra risorse del Ministero dell’Ambiente con il contributo del Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte orientale e quelle delle Fondazioni di origine bancaria, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
“Quando abbiamo lanciato la misura la scorsa estate – commentano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Marco Gabusi, assessore ai Trasporti – avevamo detto che si trattava di un primo passo e oggi, forti dei risultati di questi mesi, siamo pronti a estenderla. Si tratta di una misura innovativa che non ha pari in Italia e che ci viene riconosciuta come modello perché tiene insieme le esigenze di promozione del trasporto pubblico e di tutela della qualità dell’aria, con quella di sostenere il diritto allo studio e caratterizzare sempre di più il nostro Piemonte come territorio attrattivo per gli studenti universitari e i talenti”.
La Fase 2 di Piemove
Lanciata nel 2025, la misura sperimentale è prevista per un triennio, fino al 2028. Finora ha coinvolto gli studenti dell’Università (Unito) e del Politecnico di Torino (Polito) e l’Università del Piemonte orientale (Upo), ma dall’1 aprile possono accedere alla misura anche gli studenti delle altre realtà accademiche e istituzioni di alta formazione che hanno fatto richiesta. Si tratta di 5mila ragazzi che da oggi riceveranno, sulla propria mail, la comunicazione a firma del presidente della Regione e del responsabile della accademia o dell’istituzione di alta formazione con tutte le informazioni sulla misura.
Ad aver fatto richiesta sono Escp Europe Business School, Scuola Holden, Istituto universitario salesiano Torino Rebaudengo, Scuola superiore per mediatori linguistici Vittoria, Ied Torino, Unicollege Torino, Conservatorio statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Conservatorio Vivaldi di Alessandria, Scuola superiore per mediatori linguistici Città di Cuneo, Conservatorio Gf Ghedini di Cuneo, Accademia Belle Arti di Cuneo, Conservatorio Guido Cantelli di Novara. A questi si aggiunge il Centro per la Conservazione e il Restauro La Venaria Reale dell’Università di Torino, per il quale è stata prevista l’estensione della gratuità come già previsto per gli studenti che devono raggiungere il Campus universitario di Grugliasco.
“L’estensione di Piemove – sottolinea Gianluca Cuniberti, prorettore dell’Università di Torino, da cui dipende il Centro per il restauro di Venaria – è estremamente positiva perché amplia le opportunità per le nostre studentesse e i nostri studenti, inclusi i circa 125 iscritti al Centro di Conservazione e Restauro di Venaria Reale, che potranno così raggiungere più facilmente le sedi di studio. Interventi come questo rafforzano in modo tangibile il diritto allo studio, che non è solo accesso alla formazione ma anche condizioni materiali che permettono di vivere il percorso universitario pienamente. Investire sulla mobilità significa ridurre le disuguaglianze e rendere il nostro territorio sempre più attrattivo per chi sceglie di studiare qui”. Per aderire gli studenti devono registrarsi sulla piattaforma bip.piemonte.it.
I primi nove mesi della misura
Presente al lancio della fase 2 di Piemove al Grattacielo di Torino anche Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino: “Oltre 22mila studenti e studentesse del Politecnico hanno aderito a Piemove, di cui quasi mille sono stranieri. Questi numeri dimostrano la bontà della misura, rendono il nostro Ateneo e la nostra regione attrattivi per i giovani talenti e spingono le nuove generazioni ad un utilizzo del trasporto pubblico consapevole per una mobilità più sostenibile. Inoltre, rispetto a Piemove, il nostro Ateneo amplia il sistema di incentivi per servizi di trasporto pubblico considerando i dottorandi, gli studenti over 26 e coloro che non rientrano nella soglia Isee prevista dalla misura regionale: l’obiettivo è avere una sempre più maggiore inclusività della nostra comunità accademica”.
La conferenza stampa è stata l’occasione per un bilancio dei primi mesi di Piemove. Dall’avvio della misura, lo scorso agosto, le richieste per ottenere la tessera Piemove sono state 68.284, un dato che conferma la validità e l’apprezzamento della misura. Di questi, 6.530 sono studenti internazionali, per i quali è stato attivato un percorso di adesione dedicato poiché non dispongono di Spid o carta d’identità elettronica. In particolare, 42.675 adesioni sono arrivate da studenti iscritti a Unito, 22.226 da studenti Polito e 3.383 da studenti di Upo.
Analizzando i dati rispetto alle province di residenza, Torino continua a essere il bacino che raccoglie il numero più alto di adesioni, con oltre 32mila domande: circa la metà del totale. Dentro questo dato la scelta si concentra soprattutto sugli atenei torinesi, con una prevalenza per Unito. Il territorio del Cuneese è il secondo bacino di provenienza delle adesioni con più di 5mila adesioni. Seguono in ordine Asti, Alessandria, Novara, Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.
Passando poi ai luoghi di residenza degli studenti che hanno aderito a Piemove, emerge la significativa presenza negli atenei torinesi di studenti cosiddetti fuori sede. Sono oltre 22mila gli studenti fuori sede ad aver aderito a Piemonte: ciò significa che uno studente su tre che ha aderito alla misura arriva da fuori regione o dall’estero. A primeggiare è la zona di Lecce, seguita da Imperia, Ragusa, Savona e Milano.











