Superare definitivamente la plastic tax, anziché ricorrere a un nuovo rinvio. È la richiesta di Unionplast in vista della prossima legge di bilancio, chiamata a decidere il futuro di un’imposta introdotta nel 2019, mai entrata in vigore e più volte posticipata.
“In questi anni lo scenario è profondamente cambiato – dichiara Massimo Centonze, Presidente di Unionplast –. Le imprese devono affrontare una competizione internazionale sempre più intensa, costi energetici elevati e nuovi obblighi ambientali introdotti dalla normativa europea. Aggiungere un’ulteriore imposta significherebbe gravare sulla produzione manifatturiera, senza che siano stati dimostrati benefici ambientali proporzionati ai costi. Per questo riteniamo necessario superare definitivamente la plastic tax”.
“Anche le esperienze europee invitano a una riflessione – dice l’associazione di categoria dei trasformatori di materie plastiche – In Spagna, dove l’imposta sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili è in vigore dal 2023, sono emerse criticità legate ai costi e alla competitività delle imprese. Il confronto europeo conferma l’importanza di valutare attentamente gli effetti di misure fiscali nazionali che incidono sulle condizioni di concorrenza“.
Per Unionplast, il raggiungimento degli obiettivi ambientali deve procedere di pari passo con il sostegno agli investimenti, all’innovazione e alla competitività industriale. “Una politica efficace per l’economia circolare deve valorizzare gli investimenti e le soluzioni tecnologiche del settore, anziché introdurre nuovi oneri fiscali la cui efficacia ambientale non risulti adeguatamente dimostrata”.
Unionplast chiede quindi a Governo e Parlamento di “cogliere l’occasione della legge di bilancio per abrogare definitivamente la plastic tax, restituendo certezza alle imprese e rafforzando la coerenza tra politica ambientale e politica industriale”.



