Decreto PNRR, definiti per legge i requisiti delle stoviglie riutilizzabili

Con l’approvazione del decreto PNRR entrano in vigore criteri tecnici per piatti, posate e altri prodotti in plastica a contatto con alimenti: l’intervento punta a contrastare i “falsi riutilizzabili”, chiarire il quadro normativo europeo sul monouso e tutelare le imprese che hanno investito nella riconversione verso materiali sostenibili

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Con l’approvazione definitiva del decreto PNRR, diventano legge in Italia i requisiti tecnici che definiscono quando stoviglie e prodotti in plastica possono essere considerati riutilizzabili. L’intervento normativo, introdotto con l’articolo 14-bis, riguarda piatti, posate, cannucce e agitatori per bevande destinati al contatto con alimenti.

La misura mira a colmare un vuoto normativo legato alla disciplina europea sulle plastiche monouso, che vieta determinati prodotti senza però stabilire criteri chiari per identificarne la riutilizzabilità.

Stop ai “falsi riutilizzabili”

Secondo Assobioplastiche, la norma rappresenta un passaggio rilevante per contrastare il fenomeno dei cosiddetti “pseudo-riutilizzabili”: prodotti in plastica tradizionale che, pur essendo simili al monouso, vengono immessi sul mercato come riutilizzabili grazie a semplici autodichiarazioni.

Una pratica che, secondo l’associazione, ha generato distorsioni nel mercato, penalizzando le aziende che hanno investito nella transizione verso materiali compostabili e conformi alla normativa.

Un percorso normativo avviato nel 2024

Il tema era stato portato all’attenzione delle istituzioni già nel 2024, quando Assobioplastiche aveva promosso un confronto tecnico per definire parametri condivisi. Un primo passaggio è avvenuto nel 2025 con la proposta tecnica trasmessa alla Commissione europea dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, successivamente validata nell’ambito della procedura TRIS.

L’inserimento delle definizioni nel decreto PNRR rappresenta quindi il punto di arrivo di questo percorso, offrendo un riferimento normativo chiaro per operatori e autorità di controllo.

Implicazioni per mercato e controlli

Secondo Luca Bianconi, l’introduzione dei requisiti tecnici consentirà di migliorare la trasparenza del mercato e facilitare le attività di controllo, anche nei confronti dei prodotti importati.

La norma punta inoltre a rafforzare la tutela delle imprese europee, garantendo condizioni più eque di concorrenza e contribuendo a una corretta applicazione delle regole sulla riduzione dei prodotti monouso.

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