Il PUMS della Città Metropolitana di Bari è conforme al nuovo Regolamento europeo? 

Se lo chiedono comitati e associazioni che hanno scritto al Sindaco metropolitano per sollecitare l’invio al Ministero dei Trasporti della scheda di valutazione di conformità del Piano Urbano della Mobilità sostenibile esistente e di provvedere agli adeguamenti necessari entro il 2027. “Il Regolamento UE 2024/1679 sulle reti TEN-T entrato in vigore a luglio 2024, ha rilanciato il ruolo dei Piani e ha individuato 431 'nodi urbani' in Europa, di cui 50 in Italia, obbligati a dotarsi di PUMS che rispondano ai requisiti previsti

Comitati e associazioni hanno scritto al Sindaco metropolitano di Bari per sollecitare l’invio al Ministero dei Trasporti, entro il 6 febbraio, della scheda di valutazione di conformità del PUMS esistente e di provvedere agli adeguamenti necessari entro il 2027. Lo rendono noto le organizzazioni in una nota.

“I sottoscritti Comitati e Associazioni Mobilita2030, PugliAccessibile, Strade Sicure, Bicicletta a Bari, Mobidic, CUB, Mountain Bike Club Bari ASD – si legge nella nota – sollecitano cortesemente il Sindaco della Città Metropolitana di Bari, titolare del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (approvato con deliberazione del Consiglio metropolitano n. 55 del 17/05/2024, ed individuata dal Reg. UE 2024/1679 sulle reti TEN T, tra i 50 nodi urbani italiani tenuti agli adempimenti previsti), ad inviare al Ministero Infrastrutture e Trasporti – Direzione Generale Trasporto Pubblico Locale, opportunamente compilata, la scheda di valutazione di conformità del PUMS esistente e a provvedere agli adeguamenti necessari entro il 2027, così come già richiesto dal Comitato Mobilita2023 con una propria richiesta del 15 dicembre, rimasta priva di riscontro”.

Ma cosa diceva la precedente nota cui le sette associazioni fanno riferimento?

“Il Regolamento UE 2024/1679 sulle reti TEN-T entrato in vigore a luglio 2024, ha rilanciato il ruolo dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) e ha individuato 431 ‘nodi urbani’ in Europa, di cui 50 in Italia, obbligati a dotarsi di PUMS che rispondano ai requisiti previsti, e a trasmettere periodicamente a Bruxelles, a partire dal 2027, i dati rilevati dal monitoraggio continuo delle misure attuative messe concretamente in pratica per ridurre i volumi di traffico,  lo smog e gli incidenti stradali, potenziare la multimobilità, garantire il diritto alla mobilità e l’accessibilità a tutte le categorie di cittadini.

Il Regolamento europeo ha pure richiesto agli Stati membri di predisporre un Programma Nazionale di Sostegno ai PUMS, finalizzato a supportare Comuni e Città metropolitane, identificati come nodi urbani, nella redazione e nell’adeguamento dei rispettivi Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, in coerenza con i requisiti introdotti.

I noti urbani individuati in Puglia sono i Comuni di Andria, Foggia, Lecce, Taranto e la Città Metropolitana di Bari, quest’ultima titolare del PUMS approvato a maggio del 2024.

Il Ministero Infrastrutture e Trasporti, nella sua qualità di Punto di Contatto Nazionale PUMS e nell’ambito del Programma Nazionale di Sostegno ai PUMS, ha già tenuto nel corso del 2025 tre incontri con tutti i nodi urbani italiani e lo scorso 9 dicembre ha inviato alle Città Metropolitane tra cui quella di Bari e ai Comuni interessati, in qualità di nodi urbani: una scheda di raccolta dati sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile esistenti, finalizzata a valutare la  conformità rispetto ai nuovi requisiti fissati dal Regolamento UE 2024/1679 sulle reti TEN T da restituire compilata entro il prossimo 6 febbraio; una guida alla compilazione della stessa.

Considerato il ruolo strategico a livello europeo che viene dato ai PUMS per coniugare mobilità per tutti (a prescindere dall’età, dal genere, dalle condizioni fisiche), vivibilità dei territori e sviluppo economico, alla luce degli interventi in materia di infrastrutture trasportistiche e viarie che il Comune di Bari sta attuando anche con finanziamenti PNRR, che tali interventi dovrebbero essere supportati dal PUMS della Città Metropolitana di Bari che, pare, abbia più una valenza locale piuttosto che di bacino metropolitano nonostante sia composto da 41 comuni, si chiede se la Città Metropolitana di Bari: è a conoscenza dell’entrata in vigore, a partire da luglio 2024, del Reg. UE 2024/1679; ha partecipato ai tre incontri convocati dal Ministero; sta predisponendo le risposte da fornire al MIT entro il 6 febbraio; se e come si è già attivata per adeguare il PUMS della Città Metropolitana ai nuovi requisiti entro il termine di dicembre 2027.

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