Raccolta differenziata in Basilicata, dopo 12 anni raggiunto il 65%

Con una cifra pari al 66,3%, la Basilicata supera la soglia nazionale del 65% di raccolta differenziata con un +1,4% rispetto al 2023. Nel Materano la quota sfiora il 70%. La regione arriva però con 12 anni di ritardo e, nonostante i miglioramenti, si colloca al penultimo posto a livello nazionale per raccolta differenziata pro capite, nonostante produca la cifra di rifiuti urbani più bassa d'Italia. È quanto emerge dalla quinta edizione dell'EcoForum di Legambiente, che ha premiato i "Comuni ricicloni 2024"

raccolta differenziata in Basilicata

Aumenta la raccolta differenziata in Basilicata: nel 2024 è stata pari al 66,3%, con un incremento di 1,4 punti percentuali rispetto al 2023. Sono questi i numeri emersi dall’EcoForum sull’economia circolare nella regione, che si è tenuto a Potenza lo scorso 10 marzo ed è stato organizzato dalla sezione lucana di Legambiente per fare il punto sulla gestione dei rifiuti.

Con 12 anni di ritardo, la Basilicata raggiunge così l’obiettivo del 65%: secondo quanto stabilito dal D. Lgs. n.152/2006 e dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, il risultato sarebbe dovuto essere raggiunto entro il 31 dicembre 2012. Guardando ai risultati provinciali, nel Potentino la cifra di differenziata si ferma al 64,5%, nonostante un +0,7% rispetto all’anno precedente, mentre nel Materano raggiunge il 69,2%, con un +2,6% sul 2023.

Secondo i dati di Legambiente, la regione presenta la produzione pro-capite di rifiuti urbani più bassa d’Italia, con 356 chilogrammi per abitante all’anno, ma si trova in fondo alla classifica nazionale per raccolta differenziata pro capite, con 236 chilogrammi per abitante all’anno, superando solo la Calabria.

Rispetto alla produzione di rifiuti urbani, la Basilicata è la regione del Sud dove si registra il maggior costo: si tratta di 54,4 euro centesimi al chilogrammo, con un incremento del 7,1% rispetto al 2023 e ben al di sopra del dato nazionale, pari a 41,8 centesimi al chilogramma.

Per quanto riguarda invece lo smaltimento, Legambiente sottolinea che Basilicata e Valle d’Aosta sono le uniche regioni italiane a non avere in esercizio alcun impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti: dalla Basilicata si esportano 30 mila tonnellate di rifiuti. “L’impatto ambientale ed economico è enorme”, commenta Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata.

“È quantomai necessario – conclude Valeria Tempone, direttrice di Legambiente Basilicata – completare la trasformazione del sistema superando definitivamente la logica dello ‘smaltimento’ per passare ai sistemi basati sul recupero di materia, che comportano fra l’altro anche una maggiore intensità di occupazione. L’economia circolare non è solo un modo per uscire dall’emergenza rifiuti: vuol dire anche creare investimenti, centinaia di posti di lavoro ed economia sul territorio, ma bisogna avere il coraggio di andare in questa direzione”.

Raccolta differenziata in Basilicata: premiati i “comuni ricicloni”

I “comuni ricicloni” sono quelli che nel 2024 hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata e al tempo stesso hanno fatto registrare una produzione di indifferenziato annua procapite inferiore ai 75 chilogrammi all’anno. In questa edizione 15esima sono stati 28 i comuni che hanno rispettato entrambi i parametri.

Di questi, 25 si trovano in provincia di Potenza: si tratta di Ripacandida, Sant’Angelo Le Fratte, Sarconi, Tramutola, Ruvo Del Monte, Albano Di Lucania, Montemurro, Ruoti, Episcopia, Grumento Nova, Avigliano, Latronico, Pietragalla, Banzi, Laurenzana, Marsico Nuovo, Armento, Muro Lucano, Spinoso, Pignola, Filiano, Gallicchio, Anzi, Forenza e Rivello. Gli altri tre, invece, in provincia di Matera: Pomarico, Grassano e Miglionico.

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