T&E sullo stop europeo ai mezzi inquinanti: “La decisione migliore per clima, cittadini e industria”

Prime reazioni all’annuncio dell’accordo sullo stop alla vendita di auto e furgoni con motore endotermico entro il 2035, responsabili del 16% di tutte le emissioni di gas serra in Europa. Julia Poliscanova: “I giorni del motore a combustione che emettono carbonio e inquinano sono finalmente contati”

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Image by Benjamin Marder from Pixabay

Grande soddisfazione nel gruppo verde di Transport & Environment per il negoziato europeo sulla revisione degli standard di C02 per auto e furgoni nuovi che vedrà l’UE diventare la più grande economia a eliminare gradualmente le vendite di veicoli a sostanze inquinanti. Auto e furgoni sono responsabili del 16% di tutte le emissioni di gas serra in Europa.

Julia Poliscanova, direttore senior per i veicoli e l’emobilità di T&E, ha dichiarato: “I giorni del motore a combustione che emettono carbonio e inquinano sono finalmente contati. Sono passati 125 anni da quando Rudolf Diesel ha rivoluzionato l’efficienza del motore, ma i legislatori hanno deciso che il prossimo capitolo sarà scritto dal veicolo elettrico più pulito e migliore. Per il pianeta e la salute umana, ciò non può avvenire abbastanza in fretta”.

In base all’accordo, le case automobilistiche dovranno ridurre le emissioni delle auto nuove vendute del 55%% nel 2030, rispetto al 2021, prima di raggiungere un taglio del 100% di CO2 cinque anni dopo. T&E ha affermato che gli obiettivi per il 2025 e il 2030 sono troppo deboli per ridurre significativamente le emissioni in questo decennio e ha invitato i legislatori a migliorare le politiche di tassazione e tariffazione per stimolare l’adozione di auto a emissioni zero. Per rendere più accessibili le auto elettriche serviranno anche schemi di leasing agevolato, come quello promesso dal governo francese.

T&E ha affermato che una solida strategia industriale dell’UE, compresi i requisiti di contenuto locale per i veicoli elettrici e le batterie, è necessaria per garantire che le case automobilistiche europee tengano il passo nella corsa globale per guidare questa tecnologia verde. I produttori cinesi di veicoli elettrici, che hanno beneficiato per anni di sussidi e finanziamenti statali per le loro catene di approvvigionamento, stanno rapidamente guadagnando quote di mercato nell’UE. Negli Stati Uniti, l’Inflation Reduction Act pone i produttori europei in forte svantaggio rispetto ai loro rivali americani. 

Julia Poliscanova ha dichiarato: “Le case automobilistiche straniere stanno mangiando la quota di quelle europee. L’UE ha un disperato bisogno di una strategia congiunta per la sua industria automobilistica che acceleri l’elettrificazione e protegga i posti di lavoro europei. La concorrenza globale è necessaria per la scala e l’innovazione, ma i produttori dovrebbero produrre più veicoli elettrici e batterie in Europa. Dal lato della domanda, l’Europa ha bisogno di una rete di ricarica continua e di politiche per aiutare anche le famiglie a reddito medio e basso a guidare le auto elettriche“.

I legislatori hanno anche convenuto di chiedere alla Commissione di trovare un ruolo per i carburanti elettronici nei veicoli che non rientrano nell’ambito del regolamento, sebbene ciò non sia vincolante. L’accordo ora passa ai ministri dell’Ambiente dell’UE e al Parlamento europeo per la ratifica finale prima che diventi legge.

La soddisfazione del gruppo italiano

Fa eco al plauso dell’organizzazione europea anche il gruppo italiano. “A beneficiare di questa decisione saranno il clima, l’ambiente, la salute di cittadine e cittadini e l’industria automotive europea” è il commento di Veronica Aneris, direttrice di Transport & Environment Italia, alla decisione assunta da Bruxelles nel corso della seconda e risolutiva riunione del Trilogo UE sulla revisione degli standard di CO2 per auto e furgoni nuovi. 

“La direzione è finalmente chiara. I tempi anche. È ora per l’Europa di dotarsi di una strategia industriale comune ed efficace, che sia in grado di mantenere alta la competitività del Continente e proteggere la sua forza lavoro”.