ReFoodgees, l’associazione che ogni sabato redistribuisce mille chili di frutta e verdura al mercato Esquilino di Roma

Nata a fine 2018, nell'ambito del progetto Roma Salvacibo, oggi ReFoodgees gestisce un'attività ampia e consolidata, capace non solo di redistribuire una tonnellata di cibo ogni sabato ma anche di fare da trait d'union fra tante persone e progetti sociali presenti nella zona. Ecco cosa ci ha raccontato la sua presidente, Viola de Andrade Piroli, poco prima della pausa estiva

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“Siamo alla frutta, abbiamo bisogno di una pausa” ci dice al telefono Viola De Andrade Piroli di ReFoodgees, facendo un’involontaria battuta, lei che è la presidente dell’associazione che ogni sabato al mercato Esquilino di Roma recupera e redistribuisce gratis centinaia di chili di frutta e verdura, ma anche di pane, pizza e focaccia, donati dai commercianti. Quasi quatto anni vissuti intensamente, senza praticamente mai fermarsi, neppure per il Covid. Il progetto Roma Salvacibo è nato nel settembre 2017 al mercato dell’Alberone del quartiere Appio Claudio, in collaborazione con Eco dalle Città, per poi approdare al rione multietnico dell’Esquilino. Oggi ReFoodgees gestisce un’attività ampia e consolidata, un punto di riferimento nel quartiere, capace di fare da trait d’union fra tante persone e progetti sociali radicati nella zona. Ecco cosa ci ha raccontato la sua presidente, poco prima dello stop che vedrà il banchetto chiudere ad agosto per ripresentarsi a settembre con nuove proposte.

Viola com’è andato questo 2021?

L’andamento ha inevitabilmente risentito di questo momento particolare. Noi non ci siamo mai fermati, neanche quando eravamo in zona rossa. Quei sabati erano veramente surreali, perchè Roma il sabato pomeriggio solitamente è il caos, mentre in giro non c’era nessuno. Era tutto chiuso, tranne pochissime attività, tra cui il nostro banchetto, che essendo un banco di ortofrutta ci ha permesso di avere l’autorizzazione per aprire e fare la distribuzione. Ovviamente con un’attenzione estrema a mascherine e distanziamento e con una massiccia riduzione dei tanti volontari che ci aiutano.

Quanti siete attualmente?

Bè siamo circa una ventina di persone operative, a volte anche di più, anche trenta, che lavorano tra due gazebi grandi da quaranta chili ognuno e una decina di tavoli, divisi tra una prima linea dove serviamo la frutta e la verdura e la parte espostiva dietro, dove le persone vedono quello che c’è e chiedono quello di cui hanno bisogno.

Quanto cibo recuperate mediamente?

Ormai siamo attestati su una media di mille chili di frutta e verdura ogni sabato.

Chi sono i principali beneficiari?

Il pubblico è estremamente eterogeneo. Rispecchia sia il quartiere dell’Esquilino dove lavoriamo, che è multietnico, sia il mercato stesso, che vende frutta, verdura, spezie e quant’altro che si trovano solo qui. Alcune persone vengono da tutta Roma a fare la spesa all’Esquilino, sia italiani che stranieri. È difficile fare delle percentuali, ci sono nordafricani, molti africane sub-sahariane, che tra l’altro è la provenienza di molti nostri volontari, sudamericani, centroamericani, asiatici. Anche come età il pubblico è decisamente vasto e diversificato, vengono sia persone giovani che anziane. Ci sono tante neo mamme, questo sì.

Come mai?

Perchè è un target su cui puntiamo. Tra le tante cose che facciamo, oltre a ridistribuire il cibo, c’è l’idea di metterci in rete con attività del territorio che si occupano di altri aspetti legati al sostegno di persone in difficoltà socio-economica. Uno di questi è quello della neo natalità. Siamo in contatto con Piano Terra, una onlus proprio qui dell’Esquilino, che si occupa dei primi tre anni di vita del bambino. Prima facevamo molte atttività con i bimbi, al mercato ne venivano tanti con le famiglie e questo ci aiutava anche nell’approfondire le relazioni con i loro genitori. A causa del covid hanno iniziato a venirne molti di meno e contemporanemente abbiamo visto che passavano dal banchetto molte donne incinte, o che avevano appena partorito, alcune delle in condizioni di fragilità, perchè sole, poco inserite o con una scarsa conoscenza dei propri diritti. Grazie al banchetto, che rispetto ad un ufficio chiuso o ad uno sportello è più accessibile e immediato, siamo riusciti ad indirizzare diverse donne in difficoltà a realtà specifiche che le hanno aiutate e con le quali si è creata una bella sinergia. Siamo molto contenti.

C’è qualcuno che viene al banchetto anche per motivi espressamente ecologisti o anti-spreco?

Sì c’è anche quella componente, soprattutto tra i più giovani. Vengono spesso anche dei food blogger, molto interessati dalle attività anti spreco, e noi stessi ci adopereremo ancora di più per sensibilizzare maggiormente in quel senso. Ci piacerebbe che fare la spesa gratis con frutta e verdura recuperata al mercato diventasse motivo di vanto, o quanto meno una pratica comunemente accettata, visto che è passato il messaggio, alcune volte, che quello recuperato e redistribuito gratis qui all’Esquilino fosse cibo di seconda scelta o per poveri. Questo non è un progetto per poveri, lo ribadiamo sempre ogni volta che ne parliamo all’esterno. È un progetto per tutti, perchè il cibo è la cosa più democratica che esiste, ed è un progetto che ha alla base la lotta allo spreco alimentare e quindi il sostegno all’ambiente. Tutti i mercati d’Italia e del mondo dovrebbero avviare progetti anti spreco del genere.

Per la ripartenza di settembre è prevista qualche novità?

Sì certo, una su tutte è il progetto ‘Cucina Salvacibo’, un esperimento di gastronomia sociale che coinvolge cuoche provenienti da diverse parti del mondo, per trasformare le verdure recuperate in gustosissimi pasti. Anche questo, come le attività con le neo mamme, nasce da un’esigenza che abbiamo riscontrato nel corso delle attività del sabato e cioè la richiesta di aiuto da parte di molte persone nella ricerca di un lavoro. E in questo contesto le donne migranti ci sembravano la categoria più fragile, che spesso ha anche grandi competenze in ambito culinario che rimangono inespresse se non tra le mure domestiche. Abbiamo selezionato un gruppo che è stato mandato al corso Haccp per donne in condizioni di fragilità organizzato da Slow Food e due di quelle che lo hanno completato sono state ingaggiate e regolarmente retribuite per cucinare nel corso di un fine settimana 100 pasti, distribuiti poi gratuitamente. È stata come la puntata pilota di un progetto che vorremmo diventasse stabile.

Nell’ultimo giorno di attività prima della pausa, ReFoodgees ha “recuperato e redistribuito 1299 chili di frutta, verdura, pane… e tanto tanto amore”, come si legge sulla pagina facebook del progetto. Le attività riprenderanno sabato 4 settembre.