Il fotovoltaico a portata di tutti, o quasi. È questa l’idea che il governo britannico vuole perseguire con il lancio di pannelli solari “plug-in” a basso costo, che le famiglie potranno mettere su balconi o spazi esterni, per risparmiare sulle bollette. L’obiettivo, spiega una nota, è arrivare ad una massiccia disponibilità nei negozi entro pochi, per dare una risposta veloce e accessibile al conflitto in Medio Oriente.
“L’attuale conflitto – dice il governo Starmer – è un altro promemoria sul fatto che l’unica strada per la sicurezza energetica e la sovranità del Regno Unito è porre fine alla dipendenza dai mercati dei combustibili fossili e accelerare la spinta verso l’energia pulita e coltivata in casa”.
Il solare plug-in è già utilizzato da molte famiglie in tutta Europa, con la Germania che vede circa mezzo milione di nuovi dispositivi collegati all’anno. Si tratta di piccoli impianti di facile installazione, costituiti da uno o due pannelli con inverter, collegabili ad una presa di corrente domestica. Fino a poco tempo fa non era una soluzione alla portata di tutti, ma con i recenti cali dei prezzi dei moduli fotovoltaici la tecnologia è diventata più accessibile. Il governo Starmer vorrebbe renderla ancora più “popolare”.
Londra spiega che rivenditori come Lidl e Islanda, insieme a produttori come EcoFlow, stanno lavorando con il governo per consentire di portare impianti a basso costo sul mercato del Regno Unito.
Il segretario all’energia Ed Miliband ha detto: “Il governo è determinato a combattere questa crisi. La guerra all’Iran ha dimostrato ancora una volta che l’energia pulita è essenziale per la nostra sicurezza energetica, in modo da poter sfuggire alla volatilità dei mercati dei combustibili fossili che non controlliamo. Sia attraverso pannelli solari montati di serie sulle nuove case o rendendo possibile alle persone di acquistare pannelli plug-in nei negozi, siamo determinati a lanciare l’energia rinnovabile in modo da poter dare al nostro paese sovranità energetica“.
Miliband fa riferimento alle nuove regole entrate in vigore il 23 marzo che implementano il Future Homes Standard, che include misure per garantire che la maggior parte delle nuove case siano costruite con pannelli solari e riscaldamento green di base.
Il segretario per l’edilizia abitativa, Steve Reed, a questo proposito ha detto: “Costruire 1,5 milioni di nuove case significa anche costruire case di alta qualità che siano più economiche da gestire e più calde da vivere. Mentre passiamo all’energia pulita domestica, lo standard entrato in vigore rappresenta il modo in cui il futuro degli alloggi dovrebbe essere”.
Il governo calcola che queste misure potrebbero far risparmiare alle famiglie britanniche fino a 830 sterline all’anno sulle bollette energetiche, rispetto a una casa standard. Questo garantirà inoltre almeno il 75% di emissioni di carbonio in meno rispetto a quelle costruite secondo gli standard del 2013.
Dave Sowden, amministratore delegato della Sustainable Energy Association, ha dichiarato: “Siamo lieti della pubblicazione del Future Homes and Buildings Standard ed è incoraggiante vedere il governo riconoscere innovazioni come il solare plug-in. La tecnologia sarà accolta con favore dai consumatori e dalle imprese, mentre affrontiamo l’incerto impatto a lungo termine sulle bollette”.
Mike Childs di Friends of The Earth ha detto: “Per troppo tempo le famiglie di tutto il Regno Unito sono state colpite da bollette energetiche in aumento guidate dalla dipendenza dai volatili mercati del gas e del petrolio. Rendere più facile l’installazione di pannelli solari plug-in e garantire che le nuove case siano dotate di pompe di calore ed energia solare è un passo gradito che aiuterà a proteggerci dai futuri shock dei prezzi. Dobbiamo espandere rapidamente l’enorme potenziale energetico rinnovabile del Regno Unito e aiutare più persone a passare al riscaldamento elettrico e ai veicoli elettrici”.











