Repopp e l’invenduto di Porta Palazzo che cuciniamo tutti i giorni al Mercato Centrale di Torino

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A pochi metri da me che scrivo tre ragazzi neri stanno cucinando verdure raccolte nell’invenduto del mercato di Porta Palazzo. Ormai lo si fa tutti i giorni ma esitiamo un po’ a raccontare e pubblicizzare questa nuova attività che si inserisce nel progetto Repopp. Non cucinano per sè stessi, anzi ogni tanto gli dico che potrebbero più spesso mangiare o portarsi via qualcosa. La cucina utilizzata è quella del “Banco Circolare” uno stand del Mercato Centrale lasciato a disposizione del Comune che a sua volta lo ha destinato a pubblicizzare il progetto Repopp. C’è una cucina col forno, due piastre a induzione le abbiamo prese noi e da mesi ormai nei pomeriggi infrasettimanali si cucina.

Abbiamo iniziato grazie all’impegno generoso del giovane cuoco Stefano Mino, che stava aspettando di rientrare a lavorare a Londra, e all’entusiasmo di alcuni degli Ecomori per crescere come aiuto-cuochi e futuri cuochi. Spese e rimborsi sono in buona parte, anche se non del tutto, coperte dagli sponsor di Repopp, Novamont e Iren/Amiat e il cibo cucinato viene porzionato nelle scatole biocompostabili preparate per il Mercato Centrale sempre dai due sponsor. L’idea di utilizzare il tempo di presenza pomeridiana al Mercato Centrale – e una parte della verdura che ogni giorno raccogliamo – per cucinare è venuta proprio da due Ecomori. Cucinare per chi? Questo il grande interrogativo.

Per chi ne ha bisogno e/o per chi ci aiuta nell’insieme delle attività. Pensavamo che il passa parola potesse provocare un afflusso spontaneo al Banco. Ma non è così, e soprattutto in questi mesi ci sono state le restrizioni del Covid. Per quasi due mesi non si è potuto accedere al Mercato Centrale, siamo andati nelle cucine del Cecchi Point e di via Baltea. Anche per questa collaborazione è iniziata la pratica di destinare quello che cuciniamo a persone individuate e convocate dalle Case del Quartiere Bagni di Agliè e Cecchi Point.

Mediamente una quindicina di “scatole”: porzioni individuali abbondanti o da coppia, più sobrie. Talvolta si mette già il nome del destinatario sulla scatola. Per capire tutto ciò bisogna tener conto di un altro fattore fondamentale: il settore della ristorazione ha cominciato in questi anni a utilizzare i giovani profughi africani come manodopera e aspiranti cuochi e molti di loro pensano di farsi una vita in questo campo. Alcuni dei protagonisti della nostra Cucina Ecomora di questi mesi ci lasceranno per la stagione estiva in ristoranti lontani dalla città. Nell’ambito di Repopp l’attività collaterale della Cucina Ecomora è in continua trasformazione ma diventa importante

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