Riciclo hi-tech di carta e plastica, inaugurato a Parma l’impianto ReCap

Il nuovo stabilimento è capace di gestire ogni anno in un unico flusso 135.000 tonnellate complessive tra carta e plastica, chiudendo così il ciclo di raccolta e valorizzazione dei rifiuti delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. L'evento si inserisce nel più ampio programma della Paper Week organizzata da Comieco, la settimana dedicata alla divulgazione dell’importanza della filiera cartaria e del riciclo della carta

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Martedì 5 aprile è stato inaugurato a Parma ReCap, il nuovo impianto hi-tech di selezione e trattamento di carta e plastica di Iren Ambiente, capace di gestire ogni anno in un unico flusso 135.000 tonnellate complessive tra i due materiali, chiudendo così il ciclo di raccolta e valorizzazione dei rifiuti delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. L’evento si inserisce nel più ampio programma della Paper Week organizzata da Comieco, la settimana dedicata alla divulgazione dell’importanza della filiera cartaria e del riciclo della carta. 

Con un investimento di 24,5 milioni di euro, lo stabilimento è stato inserito all’interno del Polo ambientale integrato di Parma (Pai), nell’area industriale Spip. Presenti all’inaugurazione l’assessora all’Ambiente di Parma Tiziana Benassi, il presidente di Assocarta Lorenzo Poli e il vicedirettore di Comieco Roberto Di Molfetta, nonché l’amministratore delegato di Iren Gianni Vittorio Armani e l’amministratore delegato di Iren Ambiente Eugenio Bertolini.

Grazie ad una sofisticata tecnologia, l’impianto riesce a ‘correggere’ anche un rifiuto non smaltito del tutto correttamente, facendo una post-selezione dopo la differenziata fatta a casa sia di plastica che di carta, attraverso lettori ottici e robotizzazione, con una qualità che lascia al massimo un 20 per cento di rifiuto e di materiali non appropriati.

Assocarta

“La competitività dell’industria cartaria italiana, oltre che sull’accesso all’energia a prezzi equi, in particolare in questo momento di crisi umanitaria e energetica, si gioca sulla sostenibilità e sull’economia circolare” afferma Lorenzo Poli di Assocarta a margine dell’evento. “La capacità di riciclo dei nostri stabilimenti è aumentata, nel 2021, del 16% rispetto al 2020 (800.000 tonnellate) mentre il tasso di riciclo negli imballaggi – ai massimi europei – è oltre l’85%”. Risultati che vanno non solo integrati nel ciclo di rinnovabilità delle foreste certificate (PEFC e FSC) da cui proviene l’85% della cellulosa vergine utilizzata, ma anche spingerci in avanti sul fronte del recupero energetico dei rifiuti derivanti proprio dal riciclo (scarto di pulper)” prosegue Poli.

“Numeri importanti, quelli dell’economia circolare e del riciclo della carta in Italia, che ci devono dare la spinta per lavorare al meglio sul Piano Nazionale Gestione dei Rifiuti (PNGR)*, in consultazione fino al 30 aprile 2022.

“Nel Piano” spiega Poli “vanno chiaramente inseriti i flussi dello scarto di pulper tra quelli strategici e funzionali all’economia circolare che consentirebbero di chiudere il ciclo del riciclo in Italia. Tale gestione, oltre a portare vantaggi in termini di circolarità del sistema, comporterebbe la riduzione di emissioni di CO2 nel trasporto e, soprattutto, agevolerebbe  ulteriormente la capacità industriale di riciclo. E con un piccolo vantaggio anche per la bolletta energetica”.

*Il Piano prevede al Capitolo 8 i Rifiuti omogenei strategici e relative azioni. Il Capitolo 8 riguarda i flussi strategici da analizzare ai fini della elaborazione del Programma.

Infatti, secondo l’art. 198 bis, comma 3, D.lgs. 116/2020), il PNGR deve prevedere:

– l’adozione di criteri generali per la redazione di piani di settore concernenti specifiche tipologie di rifiuti, incluse quelle derivanti dal riciclo e dal recupero dei rifiuti stessi, finalizzati alla riduzione, il riciclaggio, il recupero e l’ottimizzazione dei flussi stessi;

–  l’individuazione dei flussi omogenei di produzione dei rifiuti, che presentino le maggiori difficoltà di smaltimento o particolari possibilità di recupero, sia per le sostanze impiegate nei prodotti base, sia per la quantità complessiva dei rifiuti medesimi, i relativi fabbisogni impiantistici da soddisfare, anche per macro-aree, tenendo conto della pianificazione regionale, e con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale;

–  l’individuazione di flussi omogenei di rifiuti funzionali e strategici per l’economia circolare e di misure che ne possano promuovere ulteriormente il riciclo.