Riciclo plastica Ue, le aziende chiedono garanzie di tutela

In una lunga nota, l'associazione dei riciclatori europei di materie plastiche, chiede alle istituzioni Ue di impegnarsi in una definizione chiara e rigorosa di plastica riciclata e controlli sulle importazioni extra-europee, che non soddisfano necessariamente standard ambientali e di tracciabilità equivalenti". Così facendo "l'Europa si impegna a proteggere la sua industria della plastica circolare, gli obiettivi ambientali e la resilienza economica strategica"

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“I prossimi metodi di calcolo per la plastica riciclata nelle bottiglie in Pet, nell’ambito della direttiva Sup, richiedono che venga stabilita una definizione chiara e rigorosa di plastica riciclata. Questo per garantire il raggiungimento degli obiettivi di contenuto riciclato principalmente attraverso riciclo realizzato in Europa o in condizioni equivalenti a quelle Ue”. A dirlo è l’associazione dei riciclatori europei di materie plastiche, Plastics Recyclers Europe, in una nota.

“Nonostante il Pet sia il secondo polimero più riciclato dell’Ue – afferma Plastics Recyclers Europe – il settore deve affrontare sfide crescenti. I prezzi bassi e l’aumento delle scorte, in gran parte da importazioni a basso costo, stanno minacciando la sopravvivenza degli impianti di riciclo europei proprio nel momento in cui sono più necessari per raggiungere gli obiettivi di circolarità comunitari”.

“Stabilendo una definizione chiara e solida di plastica riciclata – prosegue PRE – la direttiva invia un segnale inequivocabile: l’Europa si impegna a proteggere la sua industria della plastica circolare, gli obiettivi ambientali e la resilienza economica strategica. Lungi dall’essere un adeguamento tecnico, questa definizione fornisce la certezza giuridica necessaria per salvaguardare la capacità industriale esistente, stimolare l’innovazione e ancorare gli investimenti a lungo termine nel riciclaggio europeo”.

Rafforzare il riciclo europeo

Prosegue la nota: “Il settore europeo del riciclo della plastica ha investito molto nell’ultimo decennio in infrastrutture di riciclaggio Pet da ‘bottle to bottle‘ di alta qualità. Le prime stime per il 2025 mostrano che sono state immesse sul mercato 3,3 milioni di tonnellate di bottiglie, con una capacità di riciclo che aumenta in parallelo a circa 3,2 milioni di tonnellate. Eppure questo progresso è sempre più a rischio. Negli ultimi tre anni, circa 50 impianti di riciclaggio hanno chiuso, per la crescente pressione competitiva che i riciclatori europei devono affrontare, in particolare alla luce delle importazioni che non soddisfano necessariamente standard ambientali e di tracciabilità equivalenti“.

“Inoltre, l’incentivo finanziario alla base delle importazioni a basso costo trascura gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine e la realtà dei costi operativi e amministrativi europei. Senza un adeguato sistema di verifica, non vi è alcuna garanzia che i materiali importati sostengano la salute e la sicurezza dei consumatori agli stessi standard dei riciclati europei, motivo per cui è essenziale garantire condizioni di parità”.

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