I rifiuti di Roma in sei Regioni per evitare l’emergenza: “Ma questo non esime la città dall’indicare un sito per la discarica”

Lo annuncia in una nota l'assessore della Regione Lazio Valeriani: "La società E. Giovi, che lavora circa 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, ha infatti individuato alcuni operatori in altre regioni italiane in cui smaltire i rifiuti trattati. In particolare, sono in via di definizione accordi con impianti presenti in Abruzzo, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Lombardia per un totale di oltre 36.000 tonnellate di scarti da luglio a dicembre 2021"

622

Trovato in extremis l’accordo per evitare una nuova emergenza rifiuti a Roma. Lo annuncia nella serata di lunedì 14 giugno l’assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, in una nota in cui spiega che la spazzatura verrà in sei regioni diverse. Ecco le sue parole:

“Oggi pomeriggio si è svolta una riunione tecnica in Regione con l’azienda Ama e la società E. Giovi sul conferimento dei rifiuti trattati nell’impianto di Malagrotta. Dall’incontro sono emerse soluzioni positive con cui scongiurare il rischio di emergenze ambientali nella città di Roma.

La società E. Giovi, che lavora circa 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, ha infatti individuato alcuni operatori in altre regioni italiane in cui smaltire i rifiuti trattati. In particolare, sono in via di definizione accordi con impianti presenti in Abruzzo, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Lombardia per un totale di oltre 36.000 tonnellate di scarti da luglio a dicembre 2021.

Come abbiamo detto sin dall’inizio, si tratta di contratti stipulati fra operatori privati per il conferimento di rifiuti urbani trattati, che non necessitano di intese preliminari tra le regioni interessate.

Questo non ha comunque lasciato indifferente l’amministrazione regionale, che come ha sempre fatto negli ultimi tre anni, anche questa volta ha supportato con impegno e lealtà istituzionale Comuni e operatori del settore per l’individuazione di queste soluzioni.

Per il trattamento e lo smaltimento, invece, la regione Lazio ha già sottoscritto intese con l’Abruzzo per 70.000 tonnellate e con la Toscana per 13.500 tonnellate, mentre si sta attivando anche un altro accordo con la Campania per 20.000 tonnellate di rifiuti di Roma, sempre nel periodo luglio-dicembre 2021.

Queste misure consentiranno di mettere in sicurezza la città di Roma per i prossimi sei mesi, mentre solo per le prossime due settimane sarà necessario intervenire con una nuova ordinanza, che permetta di conferire i rifiuti trattati da E. Giovi nella discarica di Viterbo solo per 15 giorni, in attesa che vengano perfezionati i contratti fra la società di Malagrotta e i vari impianti di smaltimento individuati nelle altre regioni italiane.

Questa soluzione, però, non esime il Campidoglio e la città metropolitana dall’obbligo di indicare un sito dove realizzare una discarica di servizio per il comune capitolino e un’altra per gli altri 120 comuni del territorio provinciale.

Continuiamo a credere, infatti, che questo tempo vada assolutamente utilizzato per dotare Roma di tutti gli impianti necessari a renderla autosufficiente nella gestione dell’intero ciclo dei rifiuti. Anche perché queste soluzioni richiedono dei rilevanti costi aggiuntivi, che verranno sostenuti interamente da Ama, vale a dire che saranno a carico dei cittadini romani attraverso il pagamento della Tari”.

La nota di Ama

L’azienda rifiuti di Roma esprime in una nota soddisfazione per l’accordo raggiunto:

Ieri pomeriggio si è svolto un incontro tecnico presso la Direzione Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, che ha coinvolto sia le strutture di vertice e tecniche di AMA, sia quelle di E.Giovi.

E’ stata definita la soluzione “ponte” grazie all’Ordinanza Z00017 che consentirà alla società privata, attualmente in amministrazione giudiziaria, che gestisce le due linee di trattamento meccanico biologico di Malagrotta di conferire temporaneamente presso la discarica di Viterbo gli scarti, con tariffa espressa e per il tempo strettamente necessario per attivare gli sbocchi per lo smaltimento alternativi già individuati da E.Giovi a partire dalla fine di questo mese.

AMA, che aveva proposto tale soluzione alle parti, ringrazia pertanto i vari attori in campo, in particolare il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Lazio, il Prefetto e la Sindaca di Roma Capitale, che hanno contribuito alla definizione di questa soluzione che consentirà all’azienda capitolina di continuare a svolgere le attività di raccolta a monte dei conferimenti agli impianti senza soluzione di continuità.