Un nuovo rapporto di Zero Waste Europe (Zwe) e Reloop propone una soluzione politica per consentire agli Stati membri dell’Unione europea di raggiungere gli obiettivi di riduzione dei rifiuti di lunga data: un sistema di “cap-and-trade” a livello europeo per i Rifiuti urbani residui (Rur). In sostanza, con il cosiddetto “Residual Waste Cap” verrebbe definito un limite massimo di Rur all’anno e i Paesi membri avranno la possibilità di “acquistare” e “vendere” diritti: i sistemi più efficaci sarebbero così premiati, quelli meno pronti penalizzati, determinando una spinta generale all’efficienza del sistema nel suo complesso.
Nonostante anni di legislazione Ue, grandi volumi di rifiuti vengono ancora bruciati o sepolti. Il rapporto di Zwe e Reloop, dal titolo “Marginalizzazione dei rifiuti: uno schema commerciale per ridurre i residui”, sostiene che alcune delle politiche dell’Ue, come il “Landfill Cap”, rischiano di spostare i rifiuti urbani residui da un metodo di trattamento all’altro (ad esempio, dalla discarica all’incenerimento), piuttosto che ridurre la quantità di rifiuti ancora presenti dopo la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio. Il Landfill Cap, denunciato già da diversi anni da Zwe, prevede l’obbligo per gli Stati membri di limitare entro il 2035 al 10% o meno la quantità di rifiuti urbani da collocare in discarica rispetto al totale prodotto in un dato anno, e di stabilire nuovi obiettivi per limitare la produzione di Rur.
A diminuire la portata dei Rur mira invece il Residual Waste Cap. Il rapporto, basato principalmente sui dati Eurostat sui rifiuti per l’Ue-27, è stato pubblicato da Reloop, una piattaforma internazionale senza scopo di lucro che ha come obiettivo accelerare la transizione globale verso un’economia circolare, e Zero Waste Europe, la rete europea di comunità, leader locali, esperti e agenti di cambiamento che lavorano per un migliore uso delle risorse e per l’eliminazione dei rifiuti nella nostra società.
Le associazioni da qualche tempo stanno discutendo di questa proposta con l’Unione europea, che sta valutando un suo inserimento nel prossimo Circular Economy Act, la cui pubblicazione è prevista verso la fine del 2026. “Molti paesi sono già fuori strada e stanno esaurendo le opzioni – commenta Janek Vähk, Zero Pollution Policy Manager di Zero Waste Europe -. Questa proposta mira finalmente al vero problema: quanti rifiuti generiamo che non possono essere riutilizzati o riciclati”.
La situazione attuale dei Rifiuti urbani residui
L’analisi, pubblicata nel febbraio del 2026, mostra che, esclusi i principali rifiuti minerali e da combustione, la maggior parte dei residui prodotti in Europa proviene da corsi d’acqua di tipo municipale, compresi i rifiuti domestici e i residui di smistamento.

Altri rifiuti, rifiuti da combustione e rifiuti minerali principali
@UE-27, 2022 (milioni di tonnellate)
La maggior parte dei rifiuti in discarica nell’Ue non è quindi adatta all’incenerimento. Nelle discariche troviamo infatti perlopiù rifiuti minerali (come rifiuti da costruzione e demolizione, terreni, detriti da dragaggio) e residui da combustione, che in gran parte non sono combustibili: l’incenerimento tratta principalmente i residui di tipo domestico e di smistamento. Ciò sottolinea che la sfida principale è ridurre la generazione di rifiuti urbani residui in generale, non spostare i rifiuti tra le vie di smaltimento. Questi rifiuti sono strettamente legati ai modelli di consumo e alle prestazioni dei sistemi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio, il che li rende la parte più problematica e politicamente rilevante del sistema europeo dei rifiuti.
La soluzione proposta da Zwe e Reloop
Per affrontare questo problema, il rapporto, scritto dal dottor Dominic Hogg di Equanimator, propone un tetto a livello Ue sui rifiuti urbani residui, applicato su base pro capite e che copra sia le discariche che l’incenerimento. Concentrandosi sul flusso di rifiuti che conta di più, lo schema garantisce che le riduzioni si concentrino sul problema alla radice, ossia la generazione dei rifiuti e la progettazione del sistema, piuttosto che spostare i rifiuti tra le opzioni di smaltimento. Il trading di indennità consentirebbe di ridurre i rifiuti nei luoghi in cui è presente una maggiore velocità ed economicità di smaltimento, garantendo il raggiungimento del limite complessivo dell’Unione.
“Questo schema – spiega Clarissa Morawski, Ceo di Reloop – integrerebbe il sistema di scambio di emissioni dell’Unione europea e aiuterebbe a garantire che la politica sostenga attivamente la prevenzione dei rifiuti e l’economia circolare”. La relazione sostiene che il nuovo regime potrebbe rafforzare significativamente il rispetto degli obiettivi esistenti dell’Ue, tra cui l’obiettivo di riciclaggio del 65% e il limite del 10% di discarica per i rifiuti urbani, che molti Stati membri non sono attualmente in grado di rispettare.
Con la legge sull’economia circolare in preparazione, Zero Waste Europe e Reloop sostengono che la Commissione abbia una finestra stretta per agire. Se non adotterà questa proposta, l’Europa rischia di rimanere bloccata con infrastrutture di incenerimento onerose, maggiori costi dei rifiuti a lungo termine e investimenti persi nel riciclaggio, in un momento in cui le industrie circolari europee sono già sotto pressione.











