Rinnovabili, Irena: “La transizione è inarrestabile e nulla può invertirla”

"La transizione energetica è inarrestabile e nulla può invertirla. È tempo che i paesi rafforzino le loro strategie di energia rinnovabile, non solo per l'azione per il clima, ma perché le energie rinnovabili sono il percorso economico più resiliente e senza rimpianti per lo sviluppo, la sicurezza, la decarbonizzazione e la competitività". Così Francesco La Camera, Dg dell'Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili, durante i lavori dell'assemblea annuale dell'organizzazione

“La transizione energetica è inarrestabile e nulla può invertirla. È tempo che i paesi rafforzino le loro strategie di energia rinnovabile, non solo per l’azione per il clima, ma perché le energie rinnovabili sono il percorso economico più resiliente e senza rimpianti per lo sviluppo, la sicurezza, la decarbonizzazione e la competitività”. Così Francesco La Camera, Direttore Generale di Irena, l’Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili, durante i lavori dell’assemblea annuale dell’organizzazione chiusasi il 12 gennaio.

Un appuntamento che quest’anno ha visto la partecipazione record di oltre 1500 ministri, funzionari governativi, amministratori delegati e partner mondiali. “La competitività delle economie di domani – ha proseguito La Camera nel suo discorso – sarà in gran parte determinata dalla loro capacità di spostare elettroni e molecole al minor costo possibile e di fornire servizi energetici puliti, sicuri e convenienti. Chi si muoverà tempestivamente otterrà vantaggi duraturi di produttività e competitività rispetto a coloro che esitano”.

Uno dei momenti principali dell’Assemblea è stato il dialogo di alto livello “Reimagining Energy Futures: Bold Visions for Shared Prosperity”, che ha fornito ai membri una piattaforma per articolare “visioni positive” per il futuro energetico. I decisori e i leader hanno riflettuto sulle sfide degli approcci tradizionali alla transizione e hanno fornito informazioni su come le energie rinnovabili possano “realizzare pienamente il loro potenziale come catalizzatore per uno sviluppo veramente inclusivo, trasformazione strutturale e resilienza a lungo termine sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli maggiormente sviluppati”.

Sviluppo e impiego

Per quanto riguarda l’impiego mondiale nelle rinnovabili, nonostante gli impianti abbiano raggiunto un nuovo picco, l’aumento dei posti di lavoro nel 2024 (ultimi dati disponibili) ha subito un rallentamento rispetto agli anni precedenti, raggiungendo i 16,6 milioni (+2,3%).

Il recente report Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2025 dell’Agenzia e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), evidenzia il crescente impatto degli attriti geopolitici e geoeconomici, nonché della crescente automazione, sulla forza lavoro nelle energie pulite. Come negli anni precedenti, lo sviluppo irregolare continua in tutto il mondo.

La Cina rimane la forza maggiore sia nella capacità di generazione che nella produzione di attrezzature, principalmente grazie alle sue catene di approvvigionamento integrate su larga scala che forniscono attrezzature a prezzi ineguagliabili. Nel 2024, il paese ha creato circa 7,3 milioni di posti di lavoro nelle rinnovabili, il 44% del totale globale. L’Ue ha raggiunto lo stesso totale del 2023 a 1,8 milioni di posti di lavoro. L’occupazione delle energie rinnovabili in Brasile sale a 1,4 milioni, mentre l’India e gli Stati Uniti sono cresciuti a malapena da circa 1 milione a 1,3 milioni e 1,1 milioni, rispettivamente.

Articolo precedenteSmog Torino, prosegue stop diesel Euro 5 anche 15 e 16 gennaio
Articolo successivoWwf, 100 miliardi di perdite assicurate per crisi ambientali nel 2025