Rifiuti di Roma: la Capitale verso il commissariamento da parte della Regione Lazio

All’inizio della prossima settimana il governatore Nicola Zingaretti dovrebbe adottare i poteri sostitutivi previsti dalla sua ordinanza dell’1 aprile e nominare il commissario che dovrà fare ciò che l’amministrazione Raggi sembra non riuscire a mettere in atto: trasmettere un piano impiantistico ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento dei rifiuti

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Il segretario del Partito Democratico e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con la sindaca di Roma Virginia Raggi durante la firma del Protocollo d'intesa tra Roma Capitale, Ministero di Grazia e Giustizia, Regione Lazio per la realizzazione della cittadella giudiziaria della Capitale, Roma, 16 maggio 2019. ANSA/ANGELO CARCONI

Roma Capitale si appresta ad essere commissariata sui rifiuti dalla Regione Lazio. Salvo improbabili colpi di scena, all’inizio della prossima settimana il governatore Nicola Zingaretti adotterà i poteri sostitutivi previsti dalla sua ordinanza dell’1 aprile e nominerà il commissario che dovrà fare ciò che l’amministrazione Raggi (ma anche la Provincia di Latina) sembra non riuscire a mettere in atto nei 30 giorni concessi: trasmettere un piano impiantistico ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento “in cui ci si impegni a realizzare una rete integrata e adeguata di impianti”.

La prima cittadina della Capitale, in base a quanto riferito ad alcuni cittadini del VI Municipio, sta lavorando per accordi con il Tmb di Guidonia e un altro nel Lazio (presumibilmente quello di Rida Ambiente ad Aprilia) per chiudere il cerchio sul trattamento di tutti i rifiuti raccolti da Ama ogni giorno. Tuttavia, manca ancora all’appello l’indicazione di dove realizzare il Tmb in grado di soddisfare il fabbisogno di trattamento della città (nel piano industriale di Ama e’ previsto in questo senso un impianto da 540 mila tonnellate) e la discarica.

Il commissario che verrà nominato da Zingaretti (probabilmente non una figura della Regione Lazio) si occuperà di individuare questi impianti, magari già in esercizio. Non a caso, a meno di sorprese, si partirà dall’analisi delle cave e degli impianti scaturiti dal tavolo tecnico Regione-Comune di Roma-Città Metropolitana da cui poi la Giunta Raggi scelse Monte Carnevale (ipotesi tramontata dopo la revoca di Roma Capitale e la rinuncia della Ngr a costruire la discarica di rifiuti urbani).

L’assessore ai Rifiuti del Lazio, Massimiliano Valeriani, ha ricordato che il tempo sta scadendo anche in occasione della prima riunione della Cabina di Monitoraggio sul piano regionale dei rifiuti che si è svolta ieri in mattinata. Non c’erano la sindaca della Città metropolitana di Roma, Virginia Raggi, che al suo posto ha inviato il delegato in materia e capogruppo M5S in Campidoglio, Giuliano Pacetti, e quello della provincia di Viterbo, mentre hanno risposto alla convocazione i presidenti delle province di Rieti, Frosinone e Latina.

Valeriani ha “messo in mora” le Province per non avere rispettato quanto previsto dal piano regionale approvato ad agosto, cioè l’approvazione entro tre mesi del proprio piano di gestione dei rifiuti. Tutti si sono impegnati a rimediare e fare la propria parte entro il più breve tempo possibile ma per alcuni (Roma e la Provincia di Latina) non basterà. E la Regione sarà inflessibile.

(agenzia dire, www.dire.it)