Scuole e trasporto pubblico, triplicati i servizi aggiuntivi rispetto a settembre 2020

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovanini, in Commissione Trasporti alla Camera, a proposito della ripresa delle scuole: "I rischi di assembramento sono considerati maggiori in uscita dalle scuole che in ingresso - ha illustrato ancora il ministro - A Bari, Cagliari, Genova, Milano, Napoli, Roma, Venezia, sono previste fasce diverse di entrata e uscita. Non dobbiamo guardare solo al numero di mezzi o di servizi aggiuntivi messi in campo, in realtà gli strumenti sono due: la differenziazione di orario e la quantità di mezzi messi in campo"

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Studenti che prendono i mezzi di trasporto autobus di linea per il primo giorno di scuola, Brescia 14 settembre 2020. Ansa Filippo Venezia

I servizi aggiuntivi previsti per la seconda parte dell’anno “sono superiori del 9,3% a quelli rendicontati nel primo semestre”, mentre “rispetto a settembre 2020 sono il triplo. A fronte di circa 13 milioni di vetture/km aggiuntive dell’anno passato siamo arrivati a 44 milioni”. Così il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovanini, in Commissione Trasporti alla Camera, a proposito della ripresa delle scuole e dei servizi di trasporto pubblico locale.

Nel primo semestre 2021, “sulla base della rendicontazione fornita dalle Regioni/Province Autonome, risultano effettuati al 30 giugno 2021 servizi aggiuntivi per complessive 40.631.790,36 vetture/km – ha detto Giovannini – In termini percentuali, i servizi aggiuntivi hanno determinato un aumento medio giornaliero del 4,2% dell’offerta di trasporto“. Sulla base dei dati forniti dalle Regioni/Province Autonome e da Trenitalia, “si stima un aumento dei servizi negli orari ‘di punta’ pari al 10% sui treni e al 15%-20% sui mezzi del Tpl”, aggiunge.

“I rischi di assembramento sono considerati maggiori in uscita dalle scuole che in ingresso – ha illustrato ancora il ministro – A Bari, Cagliari, Genova, Milano, Napoli, Roma, Venezia, sono previste fasce diverse di entrata e uscita, in alcuni casi Bologna, Palermo, Reggio Calabria, Potenza e Torino, non sono previste differenze di orario. Questo quadro ci dice che non dobbiamo guardare solo al numero di mezzi o di servizi aggiuntivi messi in campo, in realtà gli strumenti sono due: la differenziazione di orario e la quantità di mezzi messi in campo”.

Per quanto riguarda il Green Pass, Giovannini riporta che “giornalmente il 99,8% dei passeggeri dei treni a lunga percorrenza lo esibisce al momento del controllo a bordo. Le violazioni sono nell’ordine di poche decine, meno di 100 al giorno su tutta la rete nazionale”. Sul fronte del rafforzamento delle operazioni di controllo per il trasporto pubblico locale, il ministro dei Trasporti spiega che “solo sei regioni hanno previsto costi aggiuntivi. Alcune Regioni e province autonome hanno comunicato invece che l’analisi del potenziamento dei controlli è ancora in corso. “Siamo in contatto con i Prefetti delle Città metropolitane non solo per monitorare ciò che succede, ma anche per capire se alcune delle criticità che ci stanno segnalando saranno superate. Per questo avremo un monitoraggio settimanale”. E aggiunge: “Nessuno, nè gli Enti locali e neppure il Governo, ha mai immaginato di poter avere dei controllori su tutti i mezzi pubblici” nel trasporto pubblico locale.   

Il “tavolo specifico” dedicato alla sicurezza dei controllori e degli autisti del tpl con i sindacati si terrà il 15 settembre”, ha detto Giovannini, mentre “il 20 ci incontreremo per una prima valutazione sull’attuazione delle linee guida aggiornate”. Nella seconda parte del 2021 il Governo distribuirà alle Regioni altri 1.418 milioni per finanziare servizi aggiuntivi e compensazione dei minori ricavi nel settore del trasporto pubblico locale spiega il ministro. Una quota di 618 milioni servirà a finanziare servizi aggiuntivi dice ancora il ministro.

“In autunno è prevista una diminuzione dell’uso del mezzo pubblico per spostamenti di studio e lavoro, con un aumento del ricorso all’auto privata. Il Covid ha un ruolo importante nel determinare queste scelte” ha ricordato inoltre il ministro delle Infrastrutture che lamenta come non decolli la “mobilità dolce”. “C’è un calo fortissimo nelle attese di spostamento” ha aggiunto “tra le preferenze nell’uso di certi mezzi si attende una caduta di circa il 20% nell’utilizzo del mezzo pubblico, tra il prima e il dopo pandemia, con un parallelo incremento dell’uso dell’auto privata”.