Inceneritori, Tar Lazio accoglie il ricorso del Movimento Legge Rifiuti Zero sullo Sblocca-Italia

La sentenza di fatto annulla la logica del decreto Sblocca-Italia sulla prevalenza degli inceneritori e intima al governo Draghi ed al ministro Cingolani di provvedere entro massimo nove mesi a completare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica sul fabbisogno nazionale di impianti di riciclo - recupero - smaltimento, secondo la gerarchia prevista e le recenti direttive europee sull'economia circolare. La pronuncia arriva a ridosso dell’annuncio del sindaco di Roma Gualtieri sulla costruzione di un inceneritore per la gestione dei rifiuti di Roma

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Foto di Dávid Lehoczki da Pixabay

Il 26 aprile il Tar del Lazio ha accolto il ricorso proposto dal Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare contro la logica del decreto Sblocca-Italia sulla prevalenza degli inceneritori. Come indicato dagli stessi attivisti, la sentenza n. 4987 del 26 aprile 2022 che di fatto annulla il decreto attuativo del governo Renzi, intima al governo Draghi ed al ministro Cingolani di provvedere entro massimo nove mesi a completare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica sul fabbisogno nazionale di impianti di riciclo – recupero – smaltimento, secondo la gerarchia prevista e le recenti direttive europee sull’economia circolare. La pronuncia arriva a ridosso dell’annuncio del sindaco di Roma Gualtieri sulla costruzione di un inceneritore per la gestione dei rifiuti di Roma.

Secondo gli attivisti, quindi, l’annuncio di un mega-inceneritore per Roma è “ora del tutto illegittimo sia per il totale contrasto con il Piano rifiuti regionale del 2020, che anacronistico rispetto al percorso nazionale ed europeo per l’economia circolare e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Tale opzione impiantistica risulta del tutto estranea a qualsiasi logica ‘emergenziale’ dati i tempi richiesti di almeno cinque anni per un eventuale messa in esercizio sia in quanto il Piano Gestione Rifiuti del Lazio del 2020 esclude categoricamente il ricorso ad altri inceneritori oltre quello esistente di Acea a S. Vittore del Lazio”.

“Si ricorda anche che dal 2020 l’Italia ha recepito le quattro direttive europee per l’avvio di una vera ‘economia circolare’ – aggiunge il Movimento – basata su riduzione-riuso-riciclo-recupero di materia e che esclude qualsiasi finanziamento ad impianti di recupero di energia o incenerimento di rifiuti indifferenziati e per nuove discariche. A distanza di pochi mesi la giunta Gualtieri ha definitivamente gettato la maschera usata in campagna elettorale per stringere alleanze politiche ed accattivarsi il voto “ambientalista” con dichiarazioni opposte a quanto oggi sostiene”.

“Ci  chiediamo quale altro annuncio propagandistico ci dobbiamo aspettare da una giunta capitolina – si legge ancora nel comunicato – che è palese che da mesi ‘naviga a vista’ data la totale incapacità di risolvere l’emergenza rifiuti di Roma, dopo aver negli ultimi mesi tentato le più assurde possibilità come rilanciare il vetusto ‘piano discariche’ della Polverini del 2011 passando dalla discarica di Albano laziale, da quella di Falcognana (Municipio IX), sino alla discarica di inerti Magliano romano ed ora ‘discariche zero’.