Il discorso sullo Stato dell’Unione 2026 (Soteu), pronunciato da Ursula von der Leyen il 16 settembre davanti al Parlamento europeo, ha delineato le priorità della Commissione per il prossimo anno. Tra le iniziative indicate figurano anche un piano europeo contro le ondate di calore, un’alleanza per l’assicurazione contro i rischi climatici e un’iniziativa europea sull’acqua.
Ecco ha analizzato il discorso concentrandosi su energia, clima, Mediterraneo e diplomazia climatica, evidenziando elementi considerati positivi e alcune criticità.
Energia, tra sicurezza e costi delle importazioni fossili
Uno dei passaggi sottolineati da Ecco riguarda il rapporto tra sicurezza energetica e costi economici. Secondo l’analisi del think tank, la chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe comportato per l’Unione oltre 90 miliardi di euro di importazioni di combustibili fossili.
Nel discorso von der Leyen ha indicato l’obiettivo di raddoppiare la quota dell’elettricità nel mix energetico entro il 2040, associandolo a un possibile risparmio di 260 miliardi di euro l’anno sulle importazioni di combustibili fossili.
Ecco evidenzia però il problema dei costi dell’elettrificazione, in particolare in Italia, dove secondo un’analisi del think tank l’elettricità risulta molto più costosa del gas per famiglie e imprese. Il think tank osserva inoltre che gli obiettivi annunciati nel discorso dovranno essere accompagnati da strumenti e risorse adeguati.
Resilienza climatica e conseguenze delle ondate di calore
Sul fronte della resilienza, von der Leyen ha richiamato le conseguenze dell’estate appena trascorsa, citando 35mila morti per le ondate di calore e 12 milioni di tonnellate di raccolti perduti in Europa, secondo i dati richiamati nel discorso.
Tra le iniziative annunciate dalla Commissione figurano un quadro europeo per la resilienza climatica, un piano europeo contro le ondate di calore, con sistemi di allerta e preparazione sanitaria, e una iniziativa europea sull’acqua.
Ecco mette questi annunci in relazione con il modo in cui il cambiamento climatico viene raccontato in Italia. Secondo il monitoraggio citato dal think tank, soltanto il 15% degli oltre 250mila articoli italiani dedicati agli eventi estremi dell’estate avrebbe collegato esplicitamente questi fenomeni al cambiamento climatico, mentre appena l’1,3% avrebbe indicato le emissioni derivanti dai combustibili fossili come causa.
Il Mediterraneo e il legame con la crisi climatica
Secondo Ecco, uno degli elementi meno sviluppati nel discorso riguarda il rapporto tra crisi climatica e Mediterraneo.
Von der Leyen ha affrontato nel Soteu le crisi migratorie e annunciato una nuova iniziativa dedicata a giovani, competenze e lavoro nel Mediterraneo, ma, osserva il think tank, senza collegarla direttamente alle conseguenze della crisi climatica.
Ecco richiama in questo contesto la particolare esposizione del Mediterraneo al riscaldamento globale e il tema della scarsità idrica, considerata da diverse istituzioni internazionali anche in relazione alle pressioni migratorie.
La Cop31 resta fuori dal discorso
Un altro elemento evidenziato da Ecco è l’assenza di riferimenti alla Cop, a meno di due mesi dalla Cop31 prevista ad Antalya, in Turchia.
Per il think tank, questa omissione segnala una distanza tra la dimensione interna delle politiche climatiche europee e quella della diplomazia climatica internazionale. La Commissione indica infatti tra le proprie priorità la resilienza e la transizione energetica, mentre il confronto globale sul clima rappresenta un altro livello della strategia europea.
Nel discorso del 16 settembre, la Commissione ha comunque ribadito che l’Europa intende mantenere gli obiettivi climatici e ha collegato la transizione alla necessità di rafforzare l’indipendenza energetica.
Le politiche europee dovranno tradursi in misure concrete
La lettura proposta da Ecco restituisce quindi un quadro nel quale energia e clima entrano sempre più nel discorso sulla sicurezza e sulla competitività europea, ma nel quale rimangono da verificare strumenti, finanziamenti e attuazione concreta.
Il passaggio dalle priorità europee alle politiche nazionali sarà particolarmente rilevante anche per l’Italia. Ecco richiama in questo senso il proprio monitoraggio sul Pniec, secondo cui le emissioni dei settori dei trasporti e civile risultano ancora in crescita rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione.
La Commissione europea ha inserito formalmente clima e resilienza tra le aree prioritarie del Soteu 2026, con iniziative che dovranno ora essere sviluppate nel corso del prossimo anno.



